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Sentenza

Sentenza n. 121/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena - Sezione Lavoro - n. 290/2025, pubblicata il 18.03.2025.

Giustizia amministrativa202501271

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena - Sezione Lavoro, n. 290/2025, relativa al riconoscimento della Carta del Docente per due annualità

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena - Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto a percepire il beneficio della Carta del Docente per due annualità, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell’art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994 dalla maturazione del diritto all’accredito sino all’attribuzione concreta. La sentenza era passata in giudicato, era stata notificata al domicilio reale dell’amministrazione debitrice ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per l’esecuzione spontanea. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha corrisposto il beneficio per le annualità indicate. Il ricorrente ha quindi dichiarato l’intervenuto pagamento, insistendo per la condanna dell’amministrazione alle spese del giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il pagamento sopravvenuto avesse integralmente e puntualmente soddisfatto la pretesa sostanziale azionata nel giudizio di ottemperanza. Pur non essendo più necessaria l’adozione di misure esecutive, il Collegio ha applicato la regola della soccombenza virtuale e ha condannato il Ministero alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in € 1.000, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza diretta all’esecuzione del giudicato nei confronti dell’amministrazione inadempiente.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale dedotta è integralmente soddisfatta.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    È richiamato dalla sentenza ottemperanda quale criterio per il riconoscimento di interessi o rivalutazione sul beneficio della Carta del Docente dalla maturazione del diritto sino all’effettiva attribuzione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento o l’adempimento sopravvenuto dell’amministrazione che soddisfi integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente comporta la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l’amministrazione adempie solo dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza, la definizione per cessazione della materia del contendere non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese, secondo la regola della soccombenza.
  • Ai fini dell’azione di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione, il passaggio in giudicato della pronuncia e la sua notificazione all’amministrazione fanno decorrere il termine dilatorio legalmente previsto per l’esecuzione spontanea.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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