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Sentenza

Sentenza n. 413/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: 1) della nota assunta dalla Regione Abruzzo in data 15 febbraio 2024, prot. n. 62953/24, avente ad oggetto “Prestazioni di specialistica ambulatoriale”, e di ogni altro atto e provvedimento presupposto, consequenziale e/o connesso ancorché non conosciuto; 2) per l’effetto, dichiarare l’obbligo a carico della Regione Abruzzo di concludere il procedimento di negoziazione di cui all’art. 8-quinquies del D.lgs. n. 502/1992, finalizzato all’acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale per il 2024, con ammissione della ricorrente. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dalla ricorrente in data 17 marzo 2025: - in parte qua, per la parte di interesse relativa all’Area della Specialistica Ambulatoriale, della deliberazione di Giunta Regionale assunta dalla Regione Abruzzo in data 30 dicembre 2024, recante il n. 945, avente ad oggetto “Avvio procedimento contrattuale ex art. 8 quinquies del d.lgs. n. 502/1992 e s.m.i.- disposizioni a tutela della continuità assistenziale”, non comunicata alla ricorrente, pubblicata sul BURAT ordinario n. 6 in data 12 febbraio 2025; - della nota assunta dalla Regione Abruzzo in data 15 febbraio 2024, prot. n. 62953/24, comunicata in pari data, avente ad oggetto “Prestazioni di specialistica ambulatoriale”, e di ogni altro atto e provvedimento presupposto, consequenziale e/o connesso ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202400118

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota regionale di conferma del tetto di spesa complessivo del 2023 per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, nonché deliberazione regionale di avvio del procedimento contrattuale ex art. 8-quinquies d.lgs. n. 502/1992

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, struttura privata autorizzata e accreditata per l'attività di diagnostica per immagini, ha impugnato la nota regionale del 15 febbraio 2024 con cui la Regione Abruzzo aveva disposto la conferma del tetto di spesa complessivo del 2023 per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. Ha chiesto anche di accertare l'obbligo della Regione di concludere il procedimento di negoziazione previsto dall'art. 8-quinquies del d.lgs. n. 502/1992, con la propria ammissione. Con motivi aggiunti ha impugnato, per la parte relativa all'area della specialistica ambulatoriale, la deliberazione regionale n. 945 del 30 dicembre 2024, recante l'avvio del procedimento contrattuale e disposizioni a tutela della continuità assistenziale. Nel ricorso introduttivo e nei motivi aggiunti sono stati dedotti vizi di violazione di legge ed eccesso di potere. La domanda cautelare era stata inizialmente respinta dal TAR, mentre il Consiglio di Stato aveva accolto l'appello cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito. Successivamente, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché era stata ammessa alla negoziazione valida per il secondo semestre 2025-2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, per sopravvenuta carenza di interesse. La dichiarazione depositata dalla ricorrente il 4 dicembre 2025 è stata ritenuta idonea a manifestare la perdita dell'interesse alla decisione, intervenuta prima che la causa fosse trattenuta in decisione. Il Collegio ha applicato il principio dispositivo, secondo cui il ricorrente può disporre dell'azione fino a tale momento e il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Di conseguenza, il giudice non poteva esaminare il merito delle censure relative alla nota regionale e alla deliberazione di avvio del procedimento contrattuale. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti costituite in considerazione dell'oggetto e della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Prevede la declaratoria di improcedibilità quando nel corso del giudizio viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina della decisione in camera di consiglio e della definizione del giudizio.

  • art. 8-quinquies d.lgs. n. 502/1992

    Individua il procedimento di negoziazione per l'acquisto di prestazioni sanitarie da strutture private accreditate; la relativa controversia non è stata esaminata nel merito per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il ricorrente può disporre dell'azione fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione e può dichiarare la sopravvenuta perdita dell'interesse alla decisione.
  • La dichiarazione del difensore, validamente riferibile alla parte, di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione impone al giudice, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare l'improcedibilità del ricorso.
  • Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio all'esame del merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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