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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33181/2025 del 18/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (concessionario riscossione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento TOSAP per l’anno 2009, notificato a un ente regionale proprietario di un edificio sito nel Comune di Lecce in relazione all’occupazione di suolo pubblico per un cantiere edilizio, tra il 21/10 e il 31/12/2009, finalizzato alla messa in sicurezza e manutenzione dello stabile. In primo grado il ricorso era stato accolto, riconoscendosi l’esenzione prevista per gli enti pubblici non economici di cui all’art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. 507/1993. In appello la concessionaria della riscossione aveva ottenuto riforma della decisione, sostenendo che l’esenzione non spettasse perché l’occupazione non era destinata direttamente a finalità di assistenza/previdenza, ma a lavori sul fabbricato. In Cassazione l’ente ricorrente ha dedotto: (1) violazione dell’art. 49 d.lgs. 507/1993, dell’art. 87, comma 1, lett. c), TUIR e dell’art. 2195 c.c., sostenendo che, per la natura pubblicistica e non commerciale dell’ente e per le finalità statutarie assistenziali, l’esenzione dovesse applicarsi; (2) nullità della sentenza per motivazione apparente o carente, contestando la qualificazione dell’attività dell’ente come commerciale e l’affermazione secondo cui l’ente acquistava immobili per commercializzarli.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso. Ha affermato che per l’esenzione TOSAP ex art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. 507/1993 occorrono congiuntamente un requisito soggettivo e uno oggettivo: anche se l’ente può rientrare tra quelli pubblici non economici, l’occupazione concreta deve essere effettuata per una delle specifiche finalità indicate dalla norma (assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura, ricerca scientifica). Nel caso di specie l’occupazione del suolo per installare un cantiere e mettere in sicurezza l’edificio non era direttamente finalizzata a tali scopi, ma a obblighi di manutenzione e protezione dello stabile; perciò il beneficio non spettava. Ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo, ritenendo la sentenza impugnata ampiamente motivata e ben oltre il minimo costituzionale, e comunque non decisiva la qualificazione dell’attività dell’ente come commerciale. Nessuna spesa è stata liquidata poiché la resistente è rimasta intimata; è stato disposto l’onere del versamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. 507/1993

    "le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici di cui all'art. 87, comma 1, lett. c), del T.U. imposte sui redditi [...] per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica"

    L’esenzione richiede cumulativamente un requisito soggettivo e uno oggettivo; non basta la natura pubblica o non economica dell’ente, ma occorre che la singola occupazione sia diretta alle finalità tipizzate dalla norma.

  • art. 87, comma 1, lett. c), d.P.R. 917/1986 (TUIR)

    La disposizione è richiamata per individuare gli enti pubblici non commerciali; la Corte la legge in coordinamento con l’art. 49 TOSAP, distinguendo il profilo soggettivo da quello oggettivo.

  • art. 2195 c.c.

    È richiamato per il tema della natura commerciale di certe attività; la Corte precisa comunque che, ai fini dell’esenzione TOSAP, ciò che conta in via decisiva è la finalità specifica dell’occupazione, non la sola natura dell’ente.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È il parametro del primo motivo, ma la censura viene respinta perché la sentenza di merito ha correttamente applicato la norma agevolativa.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    È il parametro del secondo motivo, dichiarato inammissibile perché la motivazione della sentenza impugnata è stata ritenuta sufficiente e non apparente.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La Corte rileva i presupposti per l’obbligo del versamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.

  • art. 2053 c.c.

    È menzionato per sottolineare i doveri di manutenzione e protezione gravanti sul proprietario dello stabile, in relazione alla finalità concreta dell’occupazione.

Massime di principio

  • Le norme agevolative o esentative in materia tributaria sono di stretta interpretazione e non possono essere estese in via analogica o applicate oltre i casi espressamente previsti.
  • Per l’esenzione TOSAP prevista per gli enti pubblici non economici non è sufficiente la natura soggettiva dell’ente: è necessario che la singola occupazione di suolo pubblico sia concretamente effettuata per una delle finalità specifiche indicate dalla legge.
  • La finalità statutaria o istituzionale dell’ente non coincide necessariamente con la finalità oggettiva dell’occupazione: il giudizio va compiuto sulla funzione immediata dell’occupazione contestata.
  • L’attività di manutenzione o messa in sicurezza di un edificio di proprietà dell’ente, anche se funzionale ai suoi scopi sociali, non integra di per sé una finalità assistenziale idonea a fondare l’esenzione se l’occupazione è diretta a soddisfare obblighi di conservazione e protezione del bene.
  • Una censura di nullità per motivazione apparente è inammissibile quando la sentenza di merito contiene una motivazione compiuta e intellegibile, anche se sintetica o adesiva a precedenti di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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