Sentenza del 06/06/2022 n. 2572 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Processo tributario - Revocazione straordinaria - Requisiti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La questione riguarda i requisiti per la "revocazione straordinaria" ex art. 395, n. 4 c.p.c. Il motivo centrale è l'accertamento dell'"errore di fatto": la revocazione è ammessa quando la decisione impugnata si fonda su una supposizione di fatto la cui verità è incontrovertibilmente esclusa oppure quando la decisione ritiene inesistente un fatto la cui verità è positivamente stabilita. Si tratta dunque di un vizio materiale della cognizione dei fatti, non di una semplice diversa interpretazione giuridica.
La decisione
La sentenza afferma che per ammettere la revocazione straordinaria devono sussistere i requisiti indicati dall'art. 395, n. 4 c.p.c. e chiarisce il concetto di errore di fatto: solo prove nuove e incontrovertibili o accertamenti positivi di fatti che dimostrino la falsità della supposizione originaria giustificano l'apertura del rimedio. Non sono invece sufficiente contestazioni di valutazione o difformi interpretazioni delle stesse risultanze fattuali.
Norme richiamate
art. 395, n. 4 c.p.c.
La norma è interpretata in senso restrittivo: la revocazione straordinaria richiede un vero e proprio errore di fatto certificabile, cioè la decisione deve poggiare su una supposizione smentita da elementi incontrovertibili o deve aver negato l'esistenza di un fatto la cui verità risulta positivamente accertata.
Massime di principio
- La revocazione straordinaria ex art. 395, n. 4 c.p.c. è un rimedio eccezionale e va ammessa solo in presenza di un errore di fatto materiale e provato in modo incontrovertibile.
- Non rientrano nella revocazione le divergenze sulla valutazione delle prove o le mere interpretazioni giuridiche: il vizio deve consistere nella falsità o nella smentita certa di un fatto preso come vero nel giudizio.
- L'onere della prova grava sul ricorrente: è suo compito dimostrare, con elementi nuovi e incontrovertibili, che la decisione si è basata su una supposizione di fatto errata o ha negato un fatto positivemente accertato.
- La soglia probatoria è elevata: documenti nuovi vanno ad essere tali da escludere qualsiasi ragionevole dubbio sulla realtà del fatto contestato.
- In ambito tributario, per far valere la revocazione è necessario che emergano fatti oggettivi e documentali che smentiscano la ricostruzione fattuale alla base della decisione impugnata; non basta confutare le deduzioni interpretative dell'autorità fiscale.
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