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Sentenza

Sentenza n. 460/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione cautelare del decreto di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, emesso dal Questore della Provincia di Milano in data 10.12.2024 e notificato in data 16.12.2024, nonché di ogni atto o provvedimento presupposto o consequenziale.

Giustizia amministrativa202500792

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, motivato dalla mancata dimostrazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato, poiché dall'Estratto Casellario Attivi dell'INPS risultava la cessazione di ogni contribuzione da lavoro dal 31 ottobre 2018. Ha dedotto eccesso di potere, erronea valutazione della situazione di fatto, inadeguatezza ed erroneità dell'istruttoria, violazione e falsa applicazione dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998, nonché omesso esame del percorso lavorativo, della prospettiva reddituale e degli elementi sopravvenuti. Nel corso del giudizio, dopo la sospensione cautelare del diniego e l'ordine di riesame, la Questura ha ritirato in autotutela il provvedimento impugnato e ha rilasciato al ricorrente un nuovo permesso di soggiorno per motivi di lavoro, valido dal 7 maggio 2025 al 6 maggio 2026. Il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'ottenimento del nuovo permesso di soggiorno per motivi di lavoro, unitamente alla dichiarazione del ricorrente di non voler coltivare ulteriormente l'impugnativa, ha eliminato l'interesse concreto e attuale alla decisione sul precedente diniego. Il Collegio ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata, compensando integralmente le spese in considerazione della natura della controversia e della limitata attività difensiva connessa all'esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Richiamato quale parametro sostanziale dedotto dal ricorrente in relazione al diniego di rinnovo del permesso di soggiorno; il giudice non ne ha esaminato il merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti, previa informazione alle parti.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Rilevante per la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, quale esito processuale della perdita dell'interesse concreto e attuale alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati in relazione alla tutela dei dati personali e all'oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio contro il diniego di rinnovo di un permesso di soggiorno, l'amministrazione ritira il diniego e rilascia un nuovo titolo di soggiorno avente efficacia attuale, il ricorrente perde l'interesse concreto e attuale alla decisione sull'originario provvedimento, se dichiara di non voler coltivare l'impugnativa; il ricorso deve quindi essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento favorevole non determina automaticamente una decisione di merito sull'illegittimità dell'atto originariamente impugnato quando il ricorrente non mantiene un interesse alla pronuncia e chiede espressamente la declaratoria di improcedibilità.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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