Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 1595/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma, della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l'Emilia Romagna (sezione prima) n. 301/2026, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202602730

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Emilia-Romagna, Sez. I, n. 301/2026, di reiezione del ricorso di primo grado, relativa a una demolizione d'ufficio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il privato ha proposto appello contro la sentenza del TAR Emilia-Romagna n. 301/2026, chiedendo in via incidentale la sospensione della sua efficacia. Il testo non espone i motivi specifici dell'appello né i vizi dedotti contro la sentenza di primo grado. La domanda cautelare concerneva il rischio di esecuzione d'ufficio della demolizione, rispetto al quale l'appellante prospettava un pregiudizio nelle more della definizione del merito.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che un adeguato apprezzamento della fondatezza dell'appello richieda gli approfondimenti propri della fase di merito, senza quindi formulare una valutazione cautelare favorevole. Quanto al periculum in mora, anche alla luce delle difese del Comune appellato, il rischio di un'esecuzione d'ufficio della demolizione non è stato ritenuto concreto né imminente. Il Collegio ha precisato che, se tale pericolo dovesse concretizzarsi, l'appellante potrà nuovamente chiedere tutela cautelare. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale della domanda cautelare in appello; l'istanza è stata respinta per l'assenza di un periculum concreto e imminente e per la necessità di approfondire il fumus nella fase di merito.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, quando la valutazione adeguata del fumus boni iuris richiede approfondimenti propri del giudizio di merito, il giudice può non anticipare una decisione sulla fondatezza dell'impugnazione e concentrare la verifica sul periculum in mora.
  • La sospensione cautelare della sentenza non può essere concessa in assenza di un rischio concreto e imminente di esecuzione dell'atto o della misura lesiva; il pericolo meramente eventuale non è sufficiente.
  • Se il pericolo di pregiudizio cautelare diviene concreto e imminente dopo il rigetto dell'istanza, la parte può proporre una nuova istanza cautelare.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareAbusi edilizi e sanzioni
RamiProcesso amministrativoEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.