Cassazione Penale, Sentenza n. 29980/2023 del 11/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il GIP del Tribunale di Velletri ha respinto la sua domanda di riconoscimento della continuazione, ai sensi dell'art. 671 c.p.p., fra reati di usura per i quali era stato condannato con due distinti provvedimenti (sentenza di patteggiamento del 13/05/2021 e sentenza della Corte d'appello di Roma del 03/12/2018). Il ricorrente sosteneva l'omogeneità delle condotte e la contiguità temporale, nonché l'esistenza degli elementi necessari per ritenere un unico disegno criminoso. Denunciava inoltre che il richiamo del giudice dell'esecuzione ad una organizzazione "raffinata" nei fatti di Albano costituiva un elemento non previsto dalla legge ai fini del riconoscimento della continuazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui mancavano elementi idonei a dimostrare che, al momento del primo reato, il ricorrente avesse programmato i successivi almeno nelle loro linee essenziali. La decisione è motivata richiamando la giurisprudenza consolidata: il reato continuato richiede l'anticipata e unitaria ideazione dei reati e la prova di tale progetto deve emergere da indici esteriori significativi (omogeneità del contesto, brevità del lasso temporale, identità dei soggetti, analogia del modus operandi, ecc.). Nel caso concreto hanno inciso il diverso luogo di commissione, vittime differenti, complici non coincidenti e la diversa struttura organizzativa nei fatti più recenti. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 671 c.p.p.
Norma invocata dal ricorrente per ottenere il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; la Corte richiama che il riconoscimento richiede la preventiva programmazione dei reati almeno nelle linee essenziali
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Norma richiamata dal ricorrente per censurare la motivazione (vizi di motivazione: mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità); la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice dell'esecuzione non viziata
art. 81, secondo comma, c.p.
Richiamato in relazione al requisito che i reati successivi fossero programmati "almeno nelle linee generali" al momento del primo reato; la Corte segnala che tale programmazione va valutata nei suoi elementi essenziali
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per la condanna alle spese processuali conseguente al rigetto del ricorso
Massime di principio
- Per il riconoscimento della continuazione (anche in sede esecutiva) è necessaria l'esistenza di un "unico disegno criminoso": i reati devono essere stati programmati dall'autore sin dal primo episodio, almeno nelle linee essenziali
- Gli indicatori utili a desumere l'unità di disegno criminoso includono: omogeneità delle violazioni e del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, costante compartecipazione degli stessi soggetti e sintonia organizzativa
- La mera abitualità o la recidiva non bastano a dimostrare l'elemento intellettivo del reato continuato; è richiesta la prova di una progettualità anticipata e specifica
- Differenze rilevanti tra episodi (diverse vittime, luoghi distinti, complici non coincidenti, diversa struttura organizzativa) indeboliscono la tesi della continuazione e possono portare al rigetto della domanda
- Il giudice dell'esecuzione non può fondarsi su un programma criminale meramente generico: occorre che, già al primo episodio, emergano elementi che indichino la volontà e la progettazione dei reati successivi
- In pratiche similari, chi chiede il riconoscimento della continuazione dovrebbe produrre elementi probatori idonei a mostrare la pianificazione (comunicazioni, ruoli ripetuti, modalità operative identiche, partecipazione stabile di soggetti, breve intervallo temporale), mentre la parte resistente dovrà evidenziare discontinuità di contesto e di soggetti
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