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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02898/2025 del 23/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Palermo aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Palermo nei confronti dell'imputato per furto aggravato. Contro tale decisione l'imputato, tramite difensore, ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e vizio di motivazione esclusivamente in relazione al diniego dell'applicazione di pene sostitutive alla pena detentiva breve. In particolare, la difesa contestava la valutazione negativa compiuta dai giudici di merito sulla concedibilità della misura sostitutiva, sostenendo implicitamente che non fossero stati correttamente applicati i criteri per il giudizio prognostico richiesto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo, osservando che i giudici di merito avevano motivato in modo congruo il diniego delle pene sostitutive facendo leva sulla personalità dell'imputato, sui plurimi precedenti penali e sulla recidiva specifica infraquinquennale, elementi ritenuti incompatibili con una prognosi positiva di adempimento delle prescrizioni. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione sull'applicazione delle pene sostitutive rientra nell'esercizio di un potere discrezionale del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo se la motivazione sia mancante, manifestamente illogica o contraddittoria, evenienza non ravvisata nel caso concreto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    I criteri di commisurazione della pena devono essere considerati anche nella valutazione sull'applicazione delle pene sostitutive, in particolare ai fini della prognosi sulla capacità del condannato di adempiere alle prescrizioni.

  • art. 58 l. 689/1981

    Attribuisce al giudice un potere discrezionale nel valutare l'applicazione della pena sostitutiva, tenendo conto dei criteri dell'art. 133 c.p.; tale valutazione è sindacabile in cassazione solo nei limiti della congruità e non manifesta illogicità della motivazione.

  • d.lgs. n. 150/2022

    Ha inciso sulla disciplina delle sanzioni sostitutive, ampliandone l'ambito applicativo e trasformandole in pene sostitutive, senza eliminare il richiamo ai criteri dell'art. 133 c.p.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ipotesi di esonero.

Massime di principio

  • La decisione sull'applicazione delle pene sostitutive della pena detentiva breve è rimessa al giudice di merito ed è fondata su una valutazione discrezionale della personalità del condannato e dei criteri di cui all'art. 133 c.p.
  • La presenza di precedenti penali plurimi e di una recidiva specifica infraquinquennale può legittimare un giudizio prognostico negativo circa l'adempimento delle prescrizioni connesse alla pena sostitutiva.
  • In cassazione il diniego della pena sostitutiva è censurabile solo per vizi della motivazione che la rendano mancante, manifestamente illogica o contraddittoria; non è consentita una nuova valutazione del merito.
  • L'intervento riformatore del d.lgs. n. 150/2022 non elimina il controllo prognostico richiesto dall'art. 58 l. 689/1981, che continua a richiedere la verifica della compatibilità della misura con le esigenze del caso concreto.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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