Cassazione Penale, Sentenza n. 46814/2023 del 21/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del decreto che ha confermato la confisca di euro 14.485,62 (premi versati per una polizza assicurativa) e contestuale valutazione di provvista illecita per ulteriori somme ritenute reinvestimento di proventi illeciti. La difesa sosteneva la lecita provenienza di somme (circa euro 49.150,00) derivanti da vendite di autoveicoli con partita IVA e produceva documentazione contabile e una consulenza tecnica per dimostrare la capacità reddituale e la tracciabilità dei versamenti; denunciava inoltre violazioni di norme del d.lgs. n.159/2011 (art.24) e profili processuali relativi agli artt.7, 10 del medesimo decreto e art.125 c.p.p., nonché presunta carenza di motivazione e mancato esame di documenti e consulenze.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello circa la sproporzione fra provvista e redditi dichiarati, l'insufficiente dimostrazione della lecita origine delle somme investite e la non decisività degli elementi prodotti in appello (consulenza tecnica e documentazione contabile), confermando la confisca. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui il reinvestimento di provvista derivante da evasione fiscale può essere considerato frutto di attività illecita e ha precisato i limiti del sindacato di legittimità in cassazione sui provvedimenti in materia di misure di prevenzione; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia e delle misure di prevenzione)
Art.24: posto l'onere a carico del proposto di giustificare la legittima provenienza del patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati; artt.10 (commi 3) e 27 (comma 2): delimitano il sindacato di legittimità in cassazione ai soli vizî di diritto per i provvedimenti sulle misure di prevenzione, riducendo la possibilità di impugnare vizi di motivazione non nulli.
art.125 c.p.p.
La motivazione del provvedimento deve contenere i requisiti minimi di completezza e logicità previsti; la cassazione può censurare la motivazione solo se mancante dei requisiti essenziali a pena di nullità.
d.lgs. n. 74 del 2000 (disciplinante reati fiscali)
L'evasione fiscale, anche quando non integra reato per singole soglie, può comunque essere considerata attività illecita ai fini della valutazione della lecita provenienza delle provviste e del loro reinvestimento.
legge 31 maggio 1965, n. 575, art.2-ter
Consente la confisca dell'intero capitale sociale e del patrimonio dell'impresa 'mafiosa'; principio richiamato per giustificare la presunzione relativa di illiceità degli investimenti iniziali quando l'impresa risulti reimpiego di capitali illeciti.
d.P.R. n. 309 del 1990 (Testo Unico stupefacenti), artt.73 e 80
Riferimenti ai reati per i quali il proposto è stato condannato e che hanno contribuito alla qualificazione della sua pericolosità sociale, rilevante ai fini delle misure di prevenzione patrimoniali.
Massime di principio
- Quando il patrimonio o gli investimenti risultano sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, grava sul soggetto l'onere di giustificare la legittima provenienza; l'assenza di prove convincenti può giustificare la confisca per presunzione relativa di illiceità.
- Il reinvestimento di provvista derivante da evasione fiscale può essere considerato equivalente a provento illecito ai fini delle misure di prevenzione, anche se l'evasione non costituisce reato per singoli importi, quando sussiste una continuità nell'abitualità dell'evasione.
- La circostanza che una società o ditta sia stata formalmente restituita o che somme siano state dissequestrate in altro procedimento non è automaticamente idonea a dimostrare la lecita origine dei fondi; occorre collegare e documentare in modo puntuale la tracciabilità e la destinazione effettiva delle somme.
- In cassazione contro provvedimenti in materia di misure di prevenzione il sindacato è limitato: non si possono sollevare semplici vizi di motivazione o contraddittorietà a meno che non si dimostri la totale mancanza dei requisiti essenziali della motivazione (nullità).
- Per opporre efficacemente la tesi della lecita provenienza è necessario produrre prove documentali specifiche, complete e dettagliate (tracciabilità bancaria, fatture, contratti, spiegazione dei flussi finanziari) e illustrare compiutamente il contenuto e la decisività di eventuali consulenze tecniche di parte.
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