Sentenza del 25/11/2020 n. 8340 - Comm. Trib. Prov. Napoli
Massima n. 79/2020 - PROCESSO TRIBUTARIO - Competenza - Competenza territoriale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione della cartella esattoriale per sanzioni ex art. 39 D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241 per 'visto infedele' apposto sulla dichiarazione di un contribuente. Il ricorrente censura, tra l'altro, l'incompetenza funzionale e territoriale dell'ufficio di Pozzuoli, vizi di violazione del contraddittorio e del D.Lgs. n. 472/1997, mancata applicazione del favor rei, illegittimità costituzionali e altre censure processuali e sostanziali; la questione decisiva affrontata dal giudice è stata l'incompetenza territoriale dell'ufficio che ha adottato l'atto.
La decisione
Il giudice ha accolto il ricorso quanto all'eccezione assorbente dell'incompetenza territoriale dell'Ufficio di Pozzuoli a contestare e irrogare le sanzioni ex art. 39 D.Lgs. n. 241/1997 in capo al professionista domiciliato a Pordenone. La Corte ha affermato che l'art. 39 co. 2 è una norma speciale che attribuisce la competenza alla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate competente in ragione del domicilio fiscale del trasgressore (il professionista), e che la regola ordinaria dell'art. 31 DPR 600/1973 non è applicabile. L'atto impugnato è stato annullato per difetto di competenza; le spese di lite sono compensate. È stato però precisato che nulla impedisce all'ufficio competente (la direzione regionale indicata dalla norma) di procedere a nuova contestazione, se sussistono i presupposti e nei termini.
Norme richiamate
D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, art. 39, comma 2
"Le violazioni dei commi 1 e 3 del presente articolo e dell'art. 7‑bis sono contestate e le relative sanzioni sono irrogate dalla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate competente in ragione del domicilio fiscale del trasgressore, anche sulla base delle segnalazioni inviate dagli uffici locali della medesima Agenzia. L'atto di contestazione è unico per ciascun anno solare di riferimento e, fino al compimento dei termini di decadenza, può essere integrato o modificato dalla medesima direzione regionale. I provvedimenti ivi previsti sono trasmessi agli ordini di appartenenza dei soggetti che hanno commesso la violazione per l'eventuale adozione di ulteriori provvedimenti."
La norma è speciale e centralizza la competenza per la contestazione e l'irrogazione delle sanzioni relative al 'visto/asseverazione infedele' presso la Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista; gli uffici locali possono segnalare, ma non sono autonomamente competenti ad irrogare le sanzioni.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 31
"... nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o avrebbe dovuto essere presentata."
Regola ordinaria di territorialità per la competenza degli uffici in materia di accertamento delle dichiarazioni. Tuttavia, per le sanzioni disciplinate dall'art. 39 D.Lgs. 241/1997 la norma ordinaria è stata disapplicata perché prevale la disciplina speciale di cui all'art. 39.
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (sistema sanzionatorio tributario)
Richiamato dalle parti in relazione alla corretta applicazione delle sanzioni (art. 16, art. 12, ecc.), ma la decisione si è risolta sul profilo di competenza e non ha approfondito le questioni sostanziali sulle modalità applicative delle sanzioni previste dal D.Lgs. 472/1997.
Art. 7‑bis D.Lgs. 241/1997
Richiamato nel testo di art. 39 come una delle fattispecie le cui violazioni sono soggette alla procedura di contestazione centralizzata. La decisione conferma che anche le violazioni dell'art. 7‑bis rientrano nella competenza della direzione regionale prevista dall'art. 39 co.2.
Massime di principio
- Per le contestazioni riguardanti il rilascio di visto di conformità o asseverazioni infedeli (art. 39 D.Lgs. 241/1997) la competenza territoriale spetta alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate competente in ragione del domicilio fiscale del professionista trasgressore; gli uffici locali possono inviare segnalazioni ma non hanno autonomamente il potere di irrogare le sanzioni.
- La norma speciale (art. 39 co.2) prevale sulla regola ordinaria di competenza territoriale prevista dall'art. 31 DPR 600/1973: pertanto è efficace proporre eccezione di incompetenza territoriale se l'atto è stato emesso da un ufficio locale non riconducibile alla direzione regionale competente per il domicilio del professionista.
- L'eccezione di incompetenza è vizio formale tipico che determina l'annullamento dell'atto impugnato; ciò non impedisce però che l'ufficio competente proceda successivamente a nuova contestazione nei termini di legge.
- In casi simili, prima di affrontare il merito delle censure (contraddittorio, proporzionalità, applicazione del favor rei, cumulazione di sanzioni), è strategico sollevare tempestivamente l'eccezione di incompetenza territoriale/ funzionale, perché può essere decisiva e assorbente.
- La pronuncia non entra nel merito delle altre censure (es. violazione D.Lgs. 472/1997, contraddittorio, questioni costituzionali): tali argomenti restano comunque disponibili e vanno ugualmente valutati nel caso di una nuova contestazione da parte dell'ufficio competente.
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