Sentenza n. 543/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del giudicato civile avente ad oggetto il riconoscimento del beneficio della Carta del docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi, passata in giudicato, che aveva dichiarato il suo diritto al beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015 per tre anni scolastici e aveva condannato il Ministero all’adozione degli atti necessari a consentirne il godimento tramite la Carta del docente. Il ricorso era stato proposto assumendo l’inerzia dell’amministrazione, nonostante la notificazione della sentenza. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato che il Ministero, per il tramite del gestore della procedura, aveva spontaneamente dato esecuzione al giudicato e ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere, con regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR non ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché non era stata depositata la prova documentale dell’avvenuto accredito e quindi non risultavano dimostrati l’an e il quando del pieno soddisfacimento del credito riconosciuto dal giudicato. Ha tuttavia interpretato la dichiarazione del ricorrente come rinuncia, per sopravvenuta esecuzione del giudicato, all’interesse a ottenere una decisione sull’ottemperanza. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della natura processuale della decisione.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
beneficio della Carta del docente
La sentenza civile posta in esecuzione aveva riconosciuto il diritto del docente al beneficio per gli anni scolastici indicati e aveva imposto al Ministero di adottare gli atti necessari a consentirne il godimento.
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell’azione proposta per ottenere l’esecuzione del giudicato civile nei confronti dell’amministrazione.
art. 34, comma 5, c.p.a.
cessazione della materia del contendere
La cessazione della materia del contendere richiede la prova documentale dell’effettivo e pieno soddisfacimento della pretesa nel corso del giudizio.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
In mancanza della prova necessaria per dichiarare la cessazione della materia del contendere, la sopravvenuta esecuzione allegata dal ricorrente può essere valutata come sopravvenuta carenza di interesse, determinando l’improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni applicabili al giudizio.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere per spontanea esecuzione dell’amministrazione presuppone la prova documentale dell’effettivo e pieno soddisfacimento della pretesa azionata, comprensiva dell’indicazione dell’an e del quando dell’adempimento.
- Quando il ricorrente dichiara che l’amministrazione ha dato esecuzione alla decisione posta a fondamento dell’ottemperanza, ma non fornisce prova sufficiente dell’integrale soddisfacimento, il giudice può interpretare tale dichiarazione come sopravvenuta carenza di interesse e dichiarare improcedibile il ricorso, anziché dichiarare la cessazione della materia del contendere.
- La sopravvenuta esecuzione del giudicato, se determina il venir meno dell’interesse del ricorrente alla decisione, comporta l’improcedibilità dell’azione di ottemperanza per sopravvenuto difetto di interesse.
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