Cassazione Penale, Sentenza n. 40419/2022 del 26/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di liberazione condizionale. Il ricorrente denunciava violazione del vincolo di rinvio e vizi di motivazione: il Tribunale non avrebbe svolto il giudizio unitario e globale sul "ravvedimento" del Costa, non avrebbe adeguatamente considerato la lunga detenzione, il comportamento regolare in carcere e durante la detenzione domiciliare, le relazioni favorevoli degli organi competenti e la sua qualità di collaboratore di giustizia; inoltre il provvedimento avrebbe attribuito rilievo decisivo al mancato adempimento delle obbligazioni civili senza tener conto della deroga prevista per i collaboratori dall'art. 16-novies della L. n. 82/1991
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Roma per nuovo esame. La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale come apodittica e insufficiente, sottolineando che il giudice del rinvio ha ignorato le indicazioni della sentenza di annullamento precedente e non ha fatto una valutazione unitaria e motivata degli elementi favorevoli (comportamento, relazioni positive, lunga espiazione, età, qualità di collaboratore), attribuendo invece indebito peso al mancato adempimento delle obbligazioni civili senza considerare la disciplina speciale per i collaboratori di giustizia
Norme richiamate
art. 176 c.p.
Il Tribunale aveva richiamato il valore indicativo dell'"emenda" previsto dall'ultimo comma dell'art.176 c.p., ma la Corte ha rilevato che tale valutazione non può essere applicata meccanicamente ai collaboratori di giustizia senza considerare la disciplina speciale
art. 16-novies, L. n. 82/1991
Secondo la Corte la deroga introdotta da questa norma rende non decisivo, di per sé, il mancato adempimento delle obbligazioni civili per i collaboratori di giustizia; l'adempimento e gli intendimenti di riparazione sono elementi valutativi insieme ad altri fattori, ma non costituiscono ostativo automatico alla liberazione condizionale
Massime di principio
- Il giudice che valuta la liberazione condizionale deve compiere un giudizio unitario e globale sul "ravvedimento", considerando tutti gli elementi: comportamento successivo alla condanna, partecipazione al trattamento, relazioni degli organi competenti, età e durata della pena
- Per i collaboratori di giustizia la mancata esecuzione di obbligazioni civili non è automaticamente ostativa: la disciplina speciale (art.16-novies L.82/1991) impone di valutare tali fattori insieme ad altri elementi della rieducazione
- I giudizi negativi formulati in modo apodittico e senza adeguata motivazione costituiscono vizio di motivazione e possono determinare l'annullamento con rinvio
- Relazioni positive degli organi penitenziari e il comportamento durante la detenzione domiciliare hanno rilevanza significativa e devono essere esplicitamente valutate dal giudice
- Età avanzata e lunga espiazione della pena sono fattori che possono rafforzare la probabilità favorevole di futura conformazione del comportamento e devono essere considerati nel bilanciamento
- Se il giudice di merito non osserva i principi e i vincoli indicati da una sentenza di annullamento precedente, la Corte può disporre l'annullamento e il rinvio per un nuovo esame motivato
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