Sentenza n. 2994/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento, previa sospensione, del Permesso di Costruire rilasciato in favore di Duner Heinz Rene dal Responsabile del Servizio Area Tecnica ed Edilizia Privata del Comune di Angera in data 3.11.2023 – P.E. n. 134-2003 per lavori di “ampliamento abitazione mediante sopralzo, isolamento termico a cappotto e relativa tinteggiatura, posa pannelli fotovoltaici, da eseguirsi in viale Libertà n. 87 su terreno censito in Catasto: Urbano foglio 4, numero 5090”, unitamente ad ogni altro atto ad esso preordinato, conseguente o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Permesso di costruire per l’ampliamento mediante sopraelevazione di un’abitazione, con opere di isolamento termico, tinteggiatura e posa di pannelli fotovoltaici
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni coinvolte)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Angera al proprietario dell’immobile confinante, deducendo che la sopraelevazione avrebbe pregiudicato il diritto di veduta verso il Lago Maggiore goduto dal proprio immobile. Ha denunciato eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, perplessità e ingiustizia manifesta, difetto di istruttoria, violazione del procedimento e violazione dell’art. 2, lett. g), delle NDA del piano delle regole del Comune di Angera. Nel corso del giudizio il Comune ha rappresentato che il titolare del permesso aveva sospeso i lavori e presentato una domanda di autorizzazione paesaggistica semplificata in variante, successivamente assentita, nonché una SCIA in variante diretta a eliminare la sopraelevazione e a realizzare soltanto un modesto ampliamento al piano terra. Il ricorrente ha sostenuto che la variante non fosse idonea a eliminare l’illegittimità originaria e che fosse colpita da invalidità derivata, chiedendo comunque una pronuncia sulla fondatezza del ricorso ai fini della soccombenza virtuale. Il Comune ha eccepito, oltre alla sopravvenuta carenza di interesse, anche il difetto di interesse originario, non potendo la mera vicinitas fondare da sola la legittimazione a ricorrere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La successiva autorizzazione paesaggistica semplificata in variante e la SCIA in variante hanno modificato radicalmente l’intervento edilizio, prevedendo espressamente l’eliminazione del piano di sopraelevazione contemplato dal permesso di costruire impugnato. Secondo il Collegio, la formazione del nuovo titolo ha determinato il definitivo superamento del titolo originario, sicché quest’ultimo non era più produttivo degli effetti lesivi dedotti dal ricorrente. La mancata impugnazione del titolo sopravvenuto ha comportato il venir meno dell’interesse alla decisione sul permesso di costruire originario. Il TAR non ha quindi esaminato nel merito i vizi dedotti né ha pronunciato sulla soccombenza virtuale. Le spese sono state integralmente compensate, con rifusione al ricorrente del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse
Il ricorso diviene improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione; nel caso esaminato, il titolo edilizio originario è stato definitivamente superato da una variante che ha eliminato l’opera potenzialmente lesiva.
art. 73 c.p.a.
Richiamato quale disposizione relativa al deposito delle memorie in vista dell’udienza di discussione.
Massime di principio
- La sopravvenuta formazione di un titolo edilizio in variante determina l’improcedibilità del ricorso contro il titolo originario quando la variante modifica radicalmente l’intervento e ne elimina espressamente l’opera oggetto della censura.
- La mancata impugnazione del titolo edilizio sopravvenuto, che abbia definitivamente superato quello originario e non sia più produttivo degli effetti lesivi contestati, comporta il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla decisione sul ricorso originario.
- Quando il giudizio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non è tenuto a esaminare nel merito i vizi dedotti né a pronunciarsi sulla fondatezza del ricorso ai fini della soccombenza virtuale, salvo diversa valutazione processuale.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 9 giu 2026Sentenza n. 86/2026 - Trento, Sezione 1
- Sentenza · 9 giu 2026Sentenza n. 87/2026 - Trento, Sezione 1
- Sentenza · 9 giu 2026Sentenza n. 88/2026 - Trento, Sezione 1
- Sentenza · 9 giu 2026Sentenza n. 89/2026 - Trento, Sezione 1
- Sentenza · 9 giu 2026Sentenza n. 1320/2026 - Torino, Sezione 3
- Sentenza · 9 giu 2026Sentenza n. 1321/2026 - Torino, Sezione 2
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →