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Sentenza

Sentenza del 05/09/2017 n. 297 - Comm. Trib. Reg. per la Sardegna

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava la legittimità delle cartelle di pagamento emesse in relazione ad accertamenti IVA, IRPEG e IRAP per gli anni 2003 e 2004. In particolare, sosteneva che gli accertamenti non fossero definitivi al momento della formazione del ruolo, che mancasse una motivazione specifica del ruolo straordinario e del fondato pericolo per la riscossione, e che fosse ingiustificata la qualificazione della società come evasore di fatto, avendo essa operato con l'assistenza di un consulente e risultando formalmente iscritta e titolare delle necessarie autorizzazioni. Gli accertamenti traevano origine da una verifica della Guardia di Finanza, che aveva rilevato costi per carburanti non documentati, fatture relative a operazioni inesistenti, storni irregolari e duplicazioni di costi.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale aveva annullato alcune cartelle, ritenendo erroneo il presupposto della loro definitività, ma aveva respinto le contestazioni contro gli accertamenti fiscali. In appello, la Commissione ha ritenuto legittima l'iscrizione a ruolo straordinario anche in pendenza del giudizio sugli accertamenti, purché sussista un fondato pericolo per la riscossione. Nel caso concreto, tale pericolo è stato desunto dall'importo superiore a 1.200.000 euro, dalla mancata tenuta delle scritture contabili e dalla ritenuta evasione totale per più anni. La responsabilità eventualmente riconducibile al consulente è stata considerata irrilevante nei rapporti con il Fisco, potendo eventualmente fondare solo un'azione privatistica di rivalsa. L'appello è stato respinto, la sentenza impugnata è stata confermata e la società è stata condannata al pagamento di 5.000 euro per le spese del grado di appello.

Norme richiamate

  • Art. 11 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602

    L'emissione del ruolo straordinario con obbligo di pagamento immediato delle imposte iscritte è legittima quando sussiste fondato pericolo per la riscossione.

    Il ruolo straordinario può essere emesso anche quando l'avviso di accertamento è ancora impugnato, se l'Amministrazione dimostra o risultano concretamente elementi che rendono rischioso attendere la riscossione ordinaria.

  • Art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    È fatta salva la possibilità di particolare e motivata urgenza.

    Il mancato rispetto del termine dilatorio successivo alla conclusione della verifica non determina automaticamente l'invalidità dell'atto quando ricorrono ragioni specifiche di urgenza, come un rilevante importo evaso e un concreto pericolo per la riscossione.

  • Artt. 39, 40 e 41 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Le disposizioni sono state richiamate per qualificare e disciplinare gli accertamenti relativi alle imposte sui redditi, la cui motivazione può essere integrata mediante rinvio al verbale di constatazione già conosciuto dal contribuente.

  • Artt. 54 e 55 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Le disposizioni riguardano gli accertamenti IVA e sono state utilizzate per ritenere sufficientemente motivati gli atti che richiamavano il verbale di constatazione notificato durante la verifica.

  • Ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. 6-5, n. 458 del 13 gennaio 2014

    In tema di riscossione delle imposte sui redditi, l'emissione del ruolo straordinario con obbligo di pagamento immediato delle imposte iscritte è legittima quando sussiste fondato pericolo per la riscossione, senza che rilevi l'eventuale emissione di un avviso di accertamento di cui sia pendente il relativo giudizio di impugnazione.

    La pendenza dell'impugnazione non impedisce di per sé la riscossione straordinaria: il criterio decisivo è l'esistenza di un pericolo concreto e fondato per il recupero del credito tributario.

Massime di principio

  • La riscossione mediante ruolo straordinario può essere legittima anche prima che l'accertamento diventi definitivo, se esistono elementi concreti che fanno temere l'inefficacia della riscossione ordinaria.
  • L'elevato importo del debito, la mancata tenuta delle scritture contabili e una condotta evasiva reiterata possono costituire, anche congiuntamente, indici sufficienti di pericolo per la riscossione.
  • La cartella o il ruolo devono consentire di comprendere le ragioni dell'urgenza; tuttavia, la motivazione può risultare anche dal complesso degli atti conosciuti dal contribuente e dal contesto dell'accertamento.
  • L'eventuale errore o responsabilità del consulente fiscale non è normalmente opponibile all'Amministrazione finanziaria e può rilevare solo nei rapporti interni tra società e professionista.
  • La motivazione per relationem è generalmente ammissibile quando l'atto richiamato è stato previamente notificato o comunque è già nella disponibilità del contribuente.
  • La violazione delle garanzie procedimentali durante una verifica non comporta automaticamente l'invalidità dell'accertamento: occorre verificare la specifica norma violata, l'eventuale urgenza e l'incidenza concreta sulla difesa del contribuente.

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