Cassazione Penale, Sentenza n. 42270/2022 del 09/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale della Libertà che aveva rigettato la richiesta di riesame contro il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 240-bis c.p. su beni e rapporti bancari formalmente intestati al ricorrente ma ricollegati al figlio indagato SCALISE Alessandro. Due censure principali: 1) incompetenza territoriale del Tribunale di Reggio Calabria (violazione artt. 8 e 9 c.p.p.) e contestazione della qualificazione della fattispecie come "macro associazione" (art. 110 c.p., artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990) per insufficienza degli elementi che configurerebbero un vincolo associativo durevole; 2) carenza del fumus commissi delicti e insufficiente prova della intestazione fittizia o della disponibilità effettiva da parte dell'indagato dei beni del padre, con osservazione sulla ragionevolezza temporale degli accertamenti patrimoniali (TFR del 2008 e acquisti del 2019) e censura sull'ignoramento delle allegazioni e della consulenza di parte volte a dimostrare la lecita provenienza dei mezzi finanziari.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto infondate le censure: a) sulla competenza territoriale il Tribunale di Reggio Calabria ha motivatamente individuato in Rosarno il luogo in cui l'associazione si era manifestata e dove si svolgevano programmazione e direzione delle attività criminose, applicando correttamente i criteri degli artt. 8 e 9 c.p.p.; b) in ordine alla confisca ex art. 240-bis c.p. la Corte ha confermato la legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca "allargata", ritenendo non superata dalla difesa la presunzione relativa di illecita accumulazione patrimoniale: la ricostruzione reddituale e patrimoniale (sperequazione fra redditi dichiarati e disponibilità) è stata considerata analitica e non scalfita dalla consulenza di parte, il TFR del 2008 è stato ritenuto troppo antecedente per giustificare acquisti 2019 e non è stata dimostrata la provenienza lecita dei capitali utilizzati per cessioni o acquisti invocati dalla difesa. Conseguentemente il Tribunale ha applicato correttamente i principi relativi alla confisca "allargata" e alla presunzione relativa in capo a coniuge/figli; infine, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 324 cod. proc. pen.
Norma procedurale per l'adozione dell'ordinanza di rigetto della richiesta di riesame; citata come base procedurale dell'ordinanza impugnata
art. 8 cod. proc. pen.
Criterio principale per determinare la competenza territoriale: il luogo in cui ha sede la base ove si svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività criminose rileva per individuare il giudice competente
art. 9 cod. proc. pen.
Criterio suppletivo: ove non sia individuabile il luogo di costituzione dell'associazione, si considera il luogo in cui si è verificata parte dell'azione o dove il sodalizio si è per la prima volta manifestato; applicato per consolidare la competenza in favore di Rosarno
art. 110 cod. pen.
Richiamato nel contesto della valutazione della partecipazione a reato associativo, ma la Corte ha ritenuto che gli elementi di indagine giustificassero l'inquadramento associativo contestato
art. 73 d.P.R. 309/1990
Norma sui reati connessi al traffico di stupefacenti: utilizzata per qualificare i reati 'fine' contestati nei confronti dei gruppi e dei singoli indagati
art. 74 d.P.R. 309/1990
Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: considerata fattispecie più grave e determinante per la determinazione della competenza e per la configurazione della confisca allargata
art. 240-bis cod. pen.
Regola la confisca cd. "allargata": la Corte ha ricordato che per questa confisca il rapporto non è fra bene e singolo reato, ma fra patrimonio e attività criminosa del soggetto; rileva la titolarità o disponibilità dei beni e la sproporzione rispetto al reddito, con presunzione relativa di illecito accumulo che può estendersi a beni intestati a coniuge o figli quando l'intestazione appaia simulata
art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 conv. in l. n. 356/1992
Richiamata nella giurisprudenza come precedente sulla disciplina della confisca e del sequestro preventivo propedeutico, illustrando limiti di sindacato di merito in sede di cassazione
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di euro 3.000 al ricorrente
Massime di principio
- La competenza territoriale per reati associativi si fonda sul luogo in cui l'associazione si è concretamente manifestata e dove si svolgevano programmazione e direzione: non è necessario che il luogo coincida con l'acquisto della droga o con ogni singolo fatto-reato.
- Per la confisca "allargata" ex art. 240-bis c.p. non è richiesto il nesso diretto tra singolo bene e singolo reato; rileva la sproporzione tra patrimonio disponibile (anche formalmente intestato a congiunti) e redditi dichiarati, producendo una presunzione relativa di illecita acquisizione che grava sulla parte per dimostrare la lecita provenienza.
- La presunzione relativa può estendersi ai beni intestati a coniuge e figli quando la titolarità formale è incompatibile con la capacità reddituale degli intestatari, richiedendo alla parte l'onere di provare l'origine lecita dei beni con elementi gravi, precisi e concordanti.
- La verifica della congruità degli accertamenti patrimoniali è valutazione di merito che in cassazione è sindacabile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; quindi le doglianze di fatto e la contestazione della valutazione degli elementi economici difficilmente vengono accolte in sede di legittimità.
- La tempestività e la ragionevolezza temporale degli accertamenti patrimoniali sono rilevanti: redditi o liquidazioni molto anteriori agli acquisti (es. TFR del 2008 per acquisiti 2019) possono essere considerati insufficienti a giustificare gli investimenti recenti, salvo prova contraria convincente.
- La difesa per superare il sequestro e la presunzione di illecita accumulazione deve fornire documentazione puntuale e coerente (prova della provenienza lecita dei capitali, giustificazione reddituale, documenti di trasferimento valore) e non meri rilievi generici o insufficientemente supportati.
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