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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29974/2023 del 11/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva, con due motivi principali, la violazione di legge per aver la Corte di appello, in sede esecutiva, aumentato la pena relativa al reato-satellite del 1 luglio 2016 in misura (1 anno e 6 mesi) superiore a quella fissata dal giudice della cognizione (2 mesi e 10 giorni), e il travisamento della prova sulla sussistenza del vincolo associativo. Il primo motivo (violazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p.) è stato ritenuto assorbente e fondato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al "trattamento sanzionatorio" (cioè alla rideterminazione della pena in continuazione) e ha disposto il rinvio alla Corte di Appello di Napoli, in diversa composizione, per un nuovo giudizio sul punto. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione ha violato il divieto di reformatio in peius operando un aumento per il reato del 1 luglio 2016 superiore a quello stabilito nella sentenza di cognizione; di conseguenza la decisione è stata cassata solo per la parte sanzionatoria.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice dell'esecuzione il potere di rideterminare la pena in caso di continuazione tra reati giudicati separatamente; nella decisione è ricordato come base normativa per la ricalcolazione del trattamento sanzionatorio in sede esecutiva.

  • art. 81 cod. pen.

    Fissa i limiti della continuazione e della unificazione delle pene; la Corte richiama il principio che in sede esecutiva occorre rispettare i limiti stabiliti dall'art. 81, commi 3 e 4, e non aumentare segmenti di pena oltre quanto fissato dal giudice della cognizione.

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    Stabilisce che, nel calcolo della continuazione fra sentenze, la pena base è quella relativa al reato piu' grave determinata concretamente dal giudice della cognizione; la Corte indica che il giudice dell'esecuzione deve individuare tale pena prima di operare aumenti per i reati-satellite.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; viene richiamata per inquadrare i motivi dedotti (lett. b) violazione di legge; lett. e) travisamento della prova).

  • art. 81, commi 3 e 4 cod. pen.

    Richiamati come limiti che il giudice dell'esecuzione deve osservare nel rideterminare i segmenti di pena, rilevanti anche in sede esecutiva per evitare aumenti eccedenti rispetto alla cognizione.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione, quando deve rideterminare la pena per reati giudicati separatamente, deve prima "scorporare" i reati riuniti in precedenza e individuare come pena base quella relativa al reato piu' grave così come determinata concretamente dal giudice della cognizione (art.187 disp. att. c.p.p.).
  • Gli aumenti per i reati-satellite in sede esecutiva possono essere operati solo dopo aver fissato la pena base e non possono essere superiori agli aumenti o alle misure fissate dal giudice della cognizione: è vietata la reformatio in peius in questa materia.
  • I limiti posti dall'art.81 c.p. (comprese le previsioni dei commi 3 e 4) sono rilevanti anche in sede esecutiva e devono guidare la calibrazione dei singoli segmenti di pena nel nuovo computo.
  • Se il giudice dell'esecuzione incrementa indebitamente la pena per un reato-satellite rispetto alla misura stabilita in cognizione, la Cassazione annullerà limitatamente al trattamento sanzionatorio e disporrà il rinvio per nuovo esame in diversa composizione.
  • In casi simili, per difendersi efficacemente, è essenziale confrontare puntualmente le pene determinate in sede di cognizione per ciascun episodio e dimostrare che qualsiasi aumento adottato in esecuzione ecceda quanto già deciso dal giudice penale di merito.

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