Ordinanza n. 7829/2026 - Roma, Sezione 1Q
Sintesi
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La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'accertamento del proprio diritto al risarcimento dei danni alla salute, patrimoniali e non patrimoniali, asseritamente subiti in occasione e a causa dell'esplosione verificatasi il 23 maggio 2003, con condanna solidale dei resistenti al pagamento di euro 1.098.000,00, o della diversa somma ritenuta dovuta anche in via equitativa. Nel corso del giudizio il TAR aveva disposto una verificazione medico-legale, affidata al Responsabile della Direzione Regionale Lazio dell'INAIL, quale ausilio per l'accertamento degli elementi costitutivi della responsabilità del Ministero dell'Interno, del danno-evento e dei danni-conseguenza. Il verificatore ha chiesto un'ulteriore proroga, rappresentando che il sub-delegato aveva effettuato la visita medico-legale ma non aveva potuto rispettare il termine già prorogato per sopravvenuti, inderogabili e improrogabili impegni istituzionali connessi alle prestazioni medico-legali dell'INAIL.
La decisione
Il TAR ha accolto la richiesta istruttoria e ha prorogato il termine per il deposito della relazione finale di verificazione fino al 30 giugno 2026, qualificandolo espressamente come termine ultimo e definitivo, non suscettibile di ulteriori rinvii. Il Collegio ha quindi fissato per il prosieguo del giudizio l'udienza pubblica del 1° dicembre 2026 e ha disposto gli adempimenti di comunicazione alla sede reale dell'organo verificatore. L'ordinanza non decide il merito della domanda risarcitoria, né accerta la responsabilità dell'amministrazione o l'entità dei danni. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute delle persone citate nel provvedimento.
Norme richiamate
art. 19 c.p.a.
Richiamato quale base normativa della verificazione disposta nel giudizio.
art. 65 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali poste a fondamento dell'ordinanza istruttoria.
art. 66 c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla verificazione e alla proroga dell'incarico del verificatore.
art. 67 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali poste a fondamento dell'ordinanza.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Individuato, insieme alla normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati relativi alla salute.
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato quale disciplina dei dati relativi alla salute e della loro protezione in sede di diffusione del provvedimento.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
Richiamato, come modificato dal d.lgs. 101/2018, a fondamento dell'oscuramento dei dati sanitari.
Massime di principio
- Quando una verificazione medico-legale già disposta non può essere completata entro il termine fissato per ragioni istituzionali documentate dal verificatore, il giudice amministrativo può concedere una proroga dell'incarico, stabilendo un termine ultimo e definitivo per il deposito della relazione.
- La verificazione disposta ai sensi del codice del processo amministrativo può svolgere una funzione di ausilio all'accertamento degli elementi costitutivi della responsabilità della pubblica amministrazione, nonché alla determinazione del danno-evento e dei danni-conseguenza.
- Un'ordinanza che proroga un incarico di verificazione e rinvia l'udienza per il prosieguo del giudizio ha natura istruttoria e interlocutoria e non definisce la domanda risarcitoria nel merito.
- In caso di diffusione di un provvedimento giurisdizionale contenente dati sanitari, devono essere oscurate le generalità e ogni dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di altre persone citate, ai sensi della disciplina nazionale ed europea sulla protezione dei dati personali.
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