Sentenza n. 2040/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza alla sentenza emessa dal Tribunale di Pavia n. 116 resa in data 4 marzo 2025, con la quale è stato accertato e dichiarato il diritto di Antonino Bonanno di ottenere la carta docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024 per l’importo di € 500,00 annui
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pavia che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito all'obbligo derivante dalla sentenza del Tribunale di Pavia, passata in giudicato, che aveva accertato il diritto alla carta docente per due annualità, per l'importo di 500 euro annui. La sentenza era stata notificata al Ministero con richiesta di adempimento il 5 marzo 2025. Il ricorso è stato proposto dopo il decorso del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997. Dopo il deposito del ricorso, il Ministero ha accreditato le somme dovute sulla carta docente. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha ritenuto procedibile il ricorso, poiché era decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica della sentenza con richiesta di adempimento. Nel merito ha dichiarato cessata la materia del contendere, in quanto l'Amministrazione, dopo la proposizione del ricorso, aveva integralmente adempiuto all'obbligo giudizialmente accertato mediante l'accredito delle somme sulla carta docente. Le spese sono state poste a carico del Ministero in applicazione del principio della soccombenza virtuale, poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo l'avvio del giudizio. La liquidazione è stata determinata in 800 euro, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza alla cui applicazione il ricorrente ha fatto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il ricorso per l'esecuzione di una sentenza nei confronti di un'amministrazione è stato ritenuto procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza con richiesta di adempimento.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza promosso contro una pubblica amministrazione, il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza con richiesta di adempimento rende procedibile il ricorso, ai sensi dell'art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997.
- Se l'amministrazione adempie integralmente al giudicato dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, il giudice dichiara cessata la materia del contendere, ma può porre le spese a carico dell'amministrazione secondo il principio della soccombenza virtuale, quando l'adempimento tardivo abbia reso necessaria l'iniziativa giudiziaria.
- Nelle controversie seriali di ottemperanza aventi a oggetto l'esecuzione di una pronuncia del giudice ordinario sul riconoscimento della carta docente, la liquidazione delle spese può essere contenuta in considerazione del limitato impegno professionale e dell'assenza di specifiche questioni di fatto o di diritto nei singoli procedimenti.
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