Cassazione Penale, Ordinanza n. 10116/2025 del 13/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte dichiara inammissibile il ricorso perché proposto tramite difensore non cassazionista al momento della sua presentazione. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (autorità giudiziaria)
La controversia
L'impugnazione è stata proposta avverso la sentenza del 16/02/2024 del Tribunale di Teramo. La Corte non esamina il merito della decisione impugnata, perché rileva una causa immediata di inammissibilità del ricorso: esso è stato sottoscritto e proposto mediante un avvocato non abilitato al patrocinio davanti alla Corte di cassazione al momento della proposizione. Di conseguenza, il ricorso non può essere scrutinato nel merito e viene dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
spese processuali
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Cassa delle ammende
L'inammissibilità comporta altresì la condanna al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, determinata in euro 3.000 nel caso concreto.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile se proposto tramite difensore non abilitato al patrocinio davanti alla Corte di cassazione al momento della proposizione.
- L'assenza di una valida abilitazione del difensore alla data di deposito o proposizione del ricorso costituisce un vizio preliminare e assorbente, che impedisce l'esame del merito.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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