Sentenza del 30/10/2015 n. 1130 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Accertamento induttivo - Desumibilità della plusvalenza ai fini Irpef sulla base del valore del bene definito ai fini dell'imposta di registro - Prova contraria
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione Finanziaria ha accertato induttivamente una maggiore plusvalenza ai fini IRPEF derivante dalla cessione di un terreno, assumendo che il prezzo effettivamente incassato corrispondesse al maggior valore di mercato determinato in sede di imposta di registro. Tale accertamento si fondava quindi sulla presunzione che il valore definito ai fini dell'imposta di registro coincidesse con il corrispettivo reale della vendita.
La decisione
La pretesa dell'Amministrazione è stata ritenuta superabile mediante prova contraria. Il contribuente ha dimostrato l'effettivo prezzo incassato producendo documentazione bancaria relativa ai pagamenti e una perizia tecnica asseverata idonea a fornire una stima attendibile del valore del terreno. La Commissione ha ritenuto assolto l'onere probatorio del contribuente e, conseguentemente, non ha confermato l'accertamento fondato esclusivamente sul maggior valore accertato ai fini dell'imposta di registro.
Norme richiamate
Norme in materia di accertamento induttivo delle imposte sui redditi
L'Amministrazione può utilizzare il valore accertato ai fini dell'imposta di registro come elemento presuntivo per determinare una plusvalenza imponibile ai fini IRPEF, presumendo che tale valore corrisponda al prezzo effettivamente incassato.
Norme in materia di plusvalenze derivanti dalla cessione di terreni
La plusvalenza imponibile deve essere determinata sulla base del corrispettivo effettivamente realizzato e non può essere automaticamente identificata con il valore di mercato accertato ai fini di un'imposta diversa.
Principi generali sull'onere della prova e sulla prova presuntiva
La presunzione derivante dall'accertamento di valore ai fini dell'imposta di registro è relativa e può essere vinta dal contribuente anche attraverso elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali documentazione bancaria e perizie tecniche asseverate.
Massime di principio
- Il maggior valore attribuito a un immobile ai fini dell'imposta di registro può giustificare un accertamento induttivo della plusvalenza ai fini IRPEF, ma non dimostra automaticamente che il contribuente abbia incassato quella somma.
- La presunzione del prezzo di vendita corrispondente al valore accertato è superabile: il contribuente deve fornire una ricostruzione credibile e documentata del corrispettivo realmente percepito.
- Documentazione bancaria dei pagamenti, contratti, quietanze e perizie tecniche asseverate possono costituire elementi idonei a dimostrare l'effettivo prezzo e il reale valore del bene.
- In situazioni analoghe, è opportuno contestare non necessariamente la possibilità dell'Amministrazione di utilizzare il valore catastale o di mercato come indizio, ma la sua automatica equivalenza al prezzo effettivamente incassato.
- La prova contraria deve essere concreta, coerente e riferita sia ai flussi finanziari sia alle caratteristiche specifiche del bene e del mercato al momento della vendita.
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