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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40160/2025 del 15/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un imputato tratto a giudizio per un illecito edilizio consistente nella realizzazione di un manufatto abusivo in assenza di titolo abilitativo. Nei motivi di ricorso deduce: 1) vizio di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che la proprietà dell'area di sedime non potesse desumersi dalla sola visura catastale e che l'individuazione dell'autore del fatto fosse frutto di mere deduzioni, senza prova oltre ogni ragionevole dubbio; 2) violazione di legge e vizio di motivazione, assumendo che il manufatto fosse una pertinenza dell'abitazione principale e dunque non richiedesse permesso di costruire, ma al più una SCIA; 3) violazione dell'art. 131-bis c.p. e illogicità della motivazione per il diniego della particolare tenuità del fatto, lamentando che il giudice avesse valorizzato solo il profilo soggettivo senza compiere la valutazione complessiva richiesta dalla giurisprudenza. La Corte rileva preliminarmente anche l'inammissibilità dell'originario atto di appello/poi ricorso perché proposto da difensore non cassazionista al momento del deposito, pur dando atto che il rapporto processuale si era poi ritualmente costituito per la successiva notifica dell'avviso all'altro difensore iscritto all'albo speciale.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Rileva anzitutto un profilo preliminare di inammissibilità dell'atto originario perché sottoscritto e proposto da difensore non iscritto all'albo speciale dei cassazionisti al momento del deposito. Nel merito osserva comunque che i primi due motivi sono inammissibili perché mirano a una rivalutazione del merito e, per il secondo, sono anche manifestamente infondati, poiché il manufatto non poteva qualificarsi come mera pertinenza alla luce della sua consistenza, delle sue caratteristiche e della disciplina urbanistico-edilizia richiamata; conferma inoltre che l'individuazione dell'imputato come autore del fatto era sorretta da plurimi elementi indiziari, tra cui la presenza sul posto e l'intestazione della particella. Il terzo motivo è ritenuto privo di pregio perché la motivazione sul diniego dell'art. 131-bis c.p. è congrua e conforme al parametro di valutazione complessiva richiesto. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 613 c.p.p.

    viene richiamato per indicare la successiva iscrizione del difensore all'albo speciale dei cassazionisti e la ritualità della notifica dell'avviso all'udienza.

  • art. 3, comma 1, DPR n. 380 del 2001

    gli interventi pertinenziali sono assoggettati a permesso di costruire quando, secondo le norme tecniche urbanistiche, siano qualificati come interventi di nuova costruzione o comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell'edificio principale.

  • Allegato A, voce n. 34, Regolamento Edilizio Tipo

    la pertinenza edilizia è l'opera legata da rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di dimensioni modeste o comunque rapportate al carattere di accessorietà.

  • art. 10, commi 2 e 3, DPR n. 380 del 2001

    si richiama la possibilità di diverse disposizioni regionali o comunali in materia edilizia, fermo il principio generale del permesso di costruire per i manufatti edilizi rilevanti.

  • art. 131-bis c.p.

    la particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità concrete, tenendo conto delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo.

  • art. 133, primo comma, c.p.

    è il parametro legale attraverso cui apprezzare le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo ai fini dell'art. 131-bis c.p.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una nuova valutazione del compendio probatorio, né la mera proposta di una lettura alternativa dei fatti, quando la censura non individui specifici travisamenti di risultanze processuali.
  • La qualificazione di un'opera come pertinenza edilizia va esclusa quando il manufatto, per consistenza, caratteristiche, autonomia funzionale o occupazione di nuovo volume/nuova area, non sia meramente accessorio e coessenziale rispetto all'edificio principale.
  • In materia edilizia, la natura pertinenziale non esonera automaticamente dal permesso di costruire: occorre verificare la disciplina urbanistica applicabile e, soprattutto, se l'intervento realizzi un nuovo volume o un'opera suscettibile di uso autonomo.
  • L'individuazione dell'autore di un illecito edilizio può essere sorretta da elementi indiziari convergenti, quali la disponibilità dell'area, la presenza sul luogo e l'interesse concreto alla realizzazione dell'opera, senza che sia necessaria una prova diretta se il ragionamento sia logicamente coerente.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo se il giudice compie una valutazione complessiva della concreta offensività, del grado di colpevolezza e delle modalità della condotta; non è sufficiente contestare singoli profili isolati della motivazione.
  • Nel giudizio ex art. 131-bis c.p. la valorizzazione della realizzazione di un manufatto in assenza di qualsiasi titolo abilitativo può costituire indice della non tenuità, se inserita in una motivazione complessivamente non illogica.

Come è indicizzato

MaterieAbuso edilizioImpugnazioniCause di non punibilità
RamiReati ediliziProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

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