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Sentenza

Sentenza n. 1185/2026 - Catania, Sezione 1

per l'esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza Tribunale Civile di Catania – Sezione Lavoro, n. 1058 del 22/02/2024, con la quale è stato riconosciuto il diritto della ricorrente di fruire della “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente”, prevista dall’art. 1 co. 121, L 107/2015, per gli anni scolastici 2018- 2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023.

Giustizia amministrativa202502468

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale civile di Catania – Sezione Lavoro n. 1058/2024, relativa all’attribuzione della Carta del docente per cinque anni scolastici

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale civile di Catania – Sezione Lavoro n. 1058 del 22 febbraio 2024, che aveva riconosciuto il suo diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, per gli anni scolastici 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 e 2022-2023, condannando il Ministero all’attribuzione della carta per il valore complessivo di 2.500 euro, oltre accessori di legge. Nel corso del giudizio, la difesa della ricorrente ha dichiarato che l’Amministrazione aveva spontaneamente dato esecuzione alla pronuncia, versando nel dicembre 2025 le somme riconosciute. La ricorrente ha quindi rappresentato il venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarata esecuzione spontanea della sentenza da parte dell’Amministrazione. Il Collegio ha precisato che, in assenza della prova dell’avvenuto pagamento, non poteva essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, ma soltanto l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 500 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato ove versato.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

    La disposizione costituisce il fondamento del diritto alla Carta elettronica riconosciuto dalla sentenza civile posta in esecuzione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato dal TAR nell’ambito della decisione processuale di definizione del giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal TAR nell’ambito della decisione processuale di definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l’amministrazione dà spontaneamente esecuzione al titolo giudiziale e il ricorrente dichiara il venir meno dell’interesse alla trattazione, il ricorso può essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione di cessazione della materia del contendere presuppone la prova dell’integrale soddisfacimento della pretesa azionata; in mancanza di tale prova, pur a fronte dell’allegata esecuzione spontanea, il giudice deve limitarsi a dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta improcedibilità del giudizio di ottemperanza non impedisce la condanna dell’amministrazione intimata alle spese di giudizio, quando l’esecuzione intervenuta nelle more abbia determinato il venir meno dell’interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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