Cassazione Penale, Sentenza n. 49349/2023 del 12/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza negativo sollevato in relazione alla richiesta di giudizio immediato presentata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli nei confronti di Ciro Mottola e Maria Natale (proc. n. 23654/22 R.G.N.R.). Il G.I.P., con ordinanza del 23/03/2023, si era dichiarato funzionalmente incompetente e aveva trasmesso gli atti al Tribunale; il Tribunale, con ordinanza del 28/04/2023, ha quindi sollevato conflitto per determinare quale organo fosse competente a decidere, alla luce della novella apportata dall'art. 32 d.lgs. 10/10/2022, n. 150 (introduzione dell'art. 558-bis c.p.p.) che consente al Pubblico Ministero di procedere con decreto di giudizio immediato anche per reati a citazione diretta disciplinati dall'art. 550 c.p.p. (i reati contestati riguardano, in sintesi, plurimi delitti indicati nei capi A-F: violazioni edilizie, reati contro il patrimonio, minacce/violenza, ecc.).
La decisione
La Suprema Corte ha rilevato l'esistenza del conflitto negativo e ha dichiarato la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. Ha ritenuto che, per effetto dell'art. 558-bis c.p.p. introdotto dal d.lgs. n. 150/2022, il Pubblico ministero può chiedere il giudizio immediato anche per reati a citazione diretta, ma che il vaglio predibattimentale sull'ammissibilità del rito nei casi di competenza del giudice monocratico deve essere effettuato dal G.I.P.; conseguentemente gli atti devono essere trasmessi al G.I.P. per l'esame di ammissibilità e per l'eventuale emissione del decreto di giudizio immediato.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Norma sul conflitto di competenza disciplinante la risoluzione della stasi processuale quando due organi giurisdizionali rifiutano contemporaneamente la cognizione della stessa questione; applicata per giustificare l'intervento della Suprema Corte.
art. 558-bis cod. proc. pen.
«Per il giudizio immediato si osservano le disposizioni del titolo IV del libro sesto, in quanto compatibili». «Nel caso di emissione del decreto di giudizio immediato non si procede all'udienza predibattimentale prevista dall'articolo 554-bis».
La norma, introdotta dall'art. 32 del d.lgs. n. 150/2022, estende al giudizio immediato la possibilità di essere impiegato anche per reati a citazione diretta; richiama le disposizioni del Titolo IV del Libro VI (con conseguente coinvolgimento del G.I.P. per il vaglio predibattimentale nei casi compatibili) e stabilisce che l'eventuale decreto di giudizio immediato elimina la necessità dell'udienza predibattimentale prevista dall'art. 554-bis.
art. 550 cod. proc. pen.
Disciplina la procedura per i reati a citazione diretta; prima della novella non era compatibile con il giudizio immediato, ma l'art. 558-bis ha consentito ora al P.M. di richiedere il giudizio immediato anche per tali ipotesi, pur soggetto al controllo di ammissibilità del G.I.P.
art. 554-bis cod. proc. pen.
Regola l'udienza predibattimentale; secondo il secondo comma dell'art. 558-bis, quando viene emesso il decreto di giudizio immediato non si procede all'udienza predibattimentale di cui all'art. 554-bis.
art. 454, comma 1 cod. proc. pen.
Riferimento alle modalità con cui il Pubblico ministero presenta la richiesta di giudizio immediato; il richiamo contenuto in art. 558-bis rimanda alle disposizioni del Titolo IV del Libro VI, in cui tale articolo è previsto quale procedimento da sottoporre al G.I.P.
art. 32 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Norma di modifica (cd. "Riforma Cartabia") che ha introdotto l'art. 558-bis nel codice di procedura penale, ampliando il campo di applicazione del giudizio immediato anche ai reati a citazione diretta.
Norme penali sostanziali contestate (es.: artt. 81, 110 c.p.; artt. 44, 83, 95 d.P.R. n. 380/2001; artt. 632, 633, 639-bis, 349 c.p.)
Elenco delle fattispecie penali contestate agli imputati (capo A-F). Sono le fattispecie per le quali è stata chiesta l'attivazione del giudizio immediato; la decisione sulla loro ammissibilità al rito immediato spetta al G.I.P. quando la competenza è monocratica.
Massime di principio
- Dopo l'introduzione dell'art. 558-bis c.p.p. (d.lgs. n.150/2022) il P.M. può proporre il giudizio immediato anche per reati a citazione diretta (art. 550 c.p.p.), ma l'ammissibilità di tale rito per reati di competenza monocratica va verificata dal G.I.P.
- Se si verifica una stasi processuale perché il G.I.P. si dichiara funzionalmente incompetente e il Tribunale contesta la competenza, la soluzione del conflitto spetta alla Corte suprema che, secondo il precedente esaminato, tende a riconoscere la competenza del G.I.P. per il vaglio predibattimentale richiesto dall'art. 558-bis.
- Nel caso di giudizio immediato richiesto per reati direttissimi o a citazione diretta, il processo non deve automaticamente essere assegnato al collegio: per le ipotesi di competenza monocratica il G.I.P. effettua la verifica iniziale dell'ammissibilità del rito.
- Se il G.I.P. emette il decreto di giudizio immediato, non si svolge l'udienza predibattimentale prevista dall'art. 554-bis c.p.p.; pertanto, l'iter procede direttamente secondo le forme del decreto di giudizio immediato.
- In casi analoghi è opportuno verificare preliminarmente (i) se il reato è effettivamente a citazione diretta; (ii) se la competenza è monocratica; (iii) se il P.M. ha richiesto il giudizio immediato ai sensi dell'art. 558-bis, in modo da prevedere correttamente l'organo chiamato al vaglio di ammissibilità (G.I.P.).
- La strategia difensiva o dell'ufficio giudicante deve tener conto che la novella processuale non elimina il controllo giurisdizionale preliminare: il G.I.P. rimane il filtro per l'ammissibilità del rito immediato nelle ipotesi compatibili con il Titolo IV del Libro VI.
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