Sentenza n. 1307/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino n. 8/2026, relativa a opere asseritamente abusive realizzate su area soggetta a vincoli antisismico, idrogeologico e paesaggistico
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato l’ordinanza con cui il Comune ha ingiunto la demolizione, entro novanta giorni, di tre categorie di opere: A) variazioni essenziali rispetto al titolo unico SUAP del 2022, comprendenti l’ampliamento delle fondazioni, la delocalizzazione dell’impianto di autolavaggio e una tettoia pertinenziale; B) mutamento di destinazione d’uso della particella 191 da agricola a produttiva mediante ampliamento di un piazzale; C) muro di cinta sul lato ovest, con relativi accessi, insistente su suolo afferente al torrente Peglio e catastalmente qualificato come demaniale. Il testo non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso. Quanto alle opere sub A), esse risultano già interessate da attività di ripristino. Quanto alle opere sub B), la ricorrente ha dichiarato che presenterà istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001, ritenuta necessaria anche sotto il profilo paesaggistico. Quanto alle opere sub C), la società ha prodotto una consulenza tecnica di parte, non contestata, dalla quale risulta che tali opere erano state assentite con permesso di costruire in sanatoria n. 22/2011, mai annullato.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. Ha dichiarato il ricorso improcedibile limitatamente alle opere sub A), poiché già oggetto di ripristino, e alle opere sub B), in relazione alle quali sarà presentata un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001, necessaria anche ai fini paesaggistici. Ha invece ritenuto manifestamente fondato il ricorso riguardo alle opere sub C), poiché la documentazione tecnica non contestata dimostrava l’esistenza di un permesso di costruire in sanatoria del 2011, mai annullato. Ne ha quindi annullato l’ordinanza di demolizione limitatamente a tali opere. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza ex art. 60 cod. proc. amm.
La causa è stata definita in forma semplificata, sentite le parti presenti alla camera di consiglio.
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 380/2001
La presentazione dell’istanza di accertamento di conformità è stata considerata necessaria per le opere sub B), anche sotto il profilo paesaggistico, determinando l’improcedibilità della relativa domanda di annullamento.
Massime di principio
- La domanda di annullamento di un’ordinanza di demolizione diviene improcedibile quando, nelle more del giudizio, le opere contestate siano già state oggetto di ripristino, poiché viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione.
- La domanda di annullamento dell’ordinanza di demolizione può divenire improcedibile quando l’interessato dichiari di voler presentare un’istanza di accertamento di conformità relativa alle opere contestate e tale istanza risulti necessaria anche ai fini paesaggistici.
- Un’ordinanza di demolizione non può legittimamente riguardare opere già assentite con un permesso di costruire in sanatoria che non sia stato previamente annullato o comunque rimosso dall’ordinamento.
- La produzione di una consulenza tecnica di parte non contestata, dalla quale emerga l’esistenza di un titolo edilizio in sanatoria mai annullato, può essere valorizzata dal giudice ai fini dell’accertamento dell’illegittimità dell’ordine di demolizione relativo alle opere interessate.
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