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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38672/2023 del 21/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari (anche con controllo a distanza) per il delitto di tentato omicidio in concorso. Il ricorrente denunciava l'incongruità delle argomentazioni del giudice di merito circa l'adeguatezza del carcere rispetto alle esigenze cautelari, richiamando la minore gravità concreta del fatto, la personalità dell'imputato (incensurato) e gli sviluppi processuali favorevoli (risarcimento del danno e revoca della costituzione di parte civile).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: il ricorrente aveva personalmente e per iscritto rinunciato al ricorso, e nel frattempo il Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze (ordinanza del 12/05/2023) aveva disposto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari, così venendo meno l'interesse al gravame. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il sopravvenuto difetto di interesse è causa di inammissibilità e prevale sulla rinuncia, essendo la soluzione più favorevole (non comporta condanna alle spese). P.Q.M. il ricorso è dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 3, n. 57883 del 25/10/2017

    Sez. 3, n. 57883 del 25/10/2017, Rv. 271806 - 01

    La giurisprudenza afferma che il sopravvenuto difetto di interesse all'impugnazione costituisce causa di inammissibilità e prevale sulla rinuncia all'impugnazione, essendo più favorevole per la parte perché non comporta condanna alle spese.

  • Cass. Sez. 1, n. 2483 del 09/01/2009 (Larosa)

    Sez. 1, n. 2483 del 09/01/2009, Larosa, Rv. 242816 - 01

    Conferma il principio che la sopravvenuta carenza di interesse impedisce la prosecuzione del gravame e costituisce causa di inammissibilità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Se, dopo la proposizione del ricorso, la parte ottiene il risultato concreto perseguito (es. sostituzione della misura cautelare), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La rinuncia all'impugnazione deve essere espressa personalmente e per iscritto; tuttavia, se interviene nel frattempo una causa di sopravvenuta carenza di interesse, questa prevale sulla rinuncia e risulta più favorevole alla parte poiché evita la condanna alle spese.
  • Nel valutare la richiesta di sostituzione della custodia in carcere, i giudici considerano la gravità concreta dell'atto, la personalità dell'imputato (es. incensuratezza) e gli sviluppi processuali (risarcimento del danno, ritiro o revoca della costituzione di parte civile).
  • Quando l'interesse processuale viene meno per fatti sopravvenuti, è preferibile comunicare tempestivamente la situazione al giudice e valutare la rinuncia o il non esercizio dell'impugnazione per evitare inutili spese e procedimenti.
  • La sopravvenuta carenza di interesse comporta l'inammissibilità dell'impugnazione senza ulteriori statuizioni sul merito; chi intende preservare una pronuncia di merito per ragioni di principio o di giurisprudenza deve valutare se procedere nonostante la perdita del beneficio pratico.

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