Sentenza n. 523/2026 - Latina, Sezione 1
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale ordinario di Frosinone, sezione lavoro, 4 aprile 2024 n. 660, passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento del Ministero dell'istruzione e del merito all'obbligo derivante dalla sentenza del Tribunale ordinario di Frosinone, sezione lavoro, n. 660 del 4 aprile 2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso ex art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione di una sentenza del Tribunale ordinario di Frosinone, sezione lavoro, passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'istruzione e del merito a riconoscere alla ricorrente il beneficio economico di 500 euro annui, mediante attivazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, oltre alle spese di lite. La pronuncia era stata notificata al Ministero il 13 dicembre 2024 ai sensi dell'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997, ma l'amministrazione non aveva provveduto a eseguire quanto dovuto. La ricorrente ha quindi chiesto l'adozione dei provvedimenti necessari all'ottemperanza, compresa, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, era stata regolarmente notificata al Ministero e non risultava eseguita; inoltre, l'amministrazione non aveva fornito elementi ostativi all'adempimento. Ha assegnato al Ministero il termine di sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza per compiere gli adempimenti necessari all'esecuzione del giudicato. Per il caso di perdurante inadempimento, ha disposto che, nei successivi sessanta giorni, provveda in qualità di commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Frosinone/Latina, o un funzionario delegato, su sollecitazione della ricorrente. Il compenso del commissario, posto a carico del Ministero, è stato liquidato in 1.000 euro, salvo conguaglio. Il Ministero è stato altresì condannato alle spese del giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, contributo unificato e distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Consente di chiedere l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e l'adozione delle misure necessarie a rendere effettivo il giudicato, compresa la nomina di un commissario ad acta.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Costituisce la base normativa del beneficio economico annuo di 500 euro destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente mediante carta elettronica.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
È richiamato quale norma in base alla quale la sentenza di condanna è stata notificata all'amministrazione resistente.
Massime di principio
- L'inottemperanza di un'amministrazione a una sentenza passata in giudicato, regolarmente notificata e contenente obblighi esecutivi determinati, giustifica l'accoglimento del ricorso ex art. 114 c.p.a. quando l'amministrazione non dimostri l'esistenza di elementi ostativi all'adempimento.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per l'esecuzione del giudicato e, per l'ipotesi di persistente inerzia, nominare preventivamente un commissario ad acta, stabilendone i tempi di intervento e ponendo il relativo compenso a carico dell'amministrazione inadempiente.
- La notifica della sentenza di condanna secondo le modalità previste dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, unitamente al passaggio in giudicato e alla mancata esecuzione, integra un presupposto rilevante per l'attivazione della tutela di ottemperanza.
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