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Sentenza

Sentenza n. 1445/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202401524

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio negativo di compatibilità ambientale relativo a un progetto di impianto agrivoltaico con sistema BESS, unitamente ai pareri presupposti e agli atti successivi della procedura

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (operatore energetico)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato, con il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti, il decreto ministeriale che aveva espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto di impianto agrivoltaico da realizzare in Sicilia, nonché i pareri della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, della Soprintendenza Speciale PNRR e della Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani. Sono stati inoltre contestati il parere tecnico-istruttorio negativo dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e della connessa Soprintendenza, nonché la nota ministeriale relativa alla non deferibilità della procedura alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla necessità di risolvere il dissenso mediante conferenza di servizi. La ricorrente ha chiesto anche l’accertamento dell’inefficacia dei pareri regionali, della formazione del silenzio-assenso ai sensi dell’art. 17-bis della legge n. 241/1990 e dell’art. 25 del TUA, nonché la condanna del Ministero dell’Ambiente al rilascio del provvedimento favorevole di compatibilità ambientale. Nel corso del giudizio il Ministero ha adottato un nuovo decreto recante giudizio positivo di compatibilità ambientale sul medesimo progetto. La società ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, ritenendo integralmente conseguito il bene della vita perseguito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il sopravvenuto provvedimento ministeriale favorevole aveva integralmente soddisfatto l’interesse sostanziale dedotto in giudizio. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti originariamente impugnati né sono state decise nel merito le domande di accertamento e di condanna. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione della richiesta della ricorrente e della mancata opposizione delle amministrazioni resistenti.

Norme richiamate

  • art. 17-bis l. 241/1990

    La ricorrente aveva invocato la formazione del silenzio-assenso nei rapporti tra amministrazioni, ma la sentenza non esamina la questione, divenuta non necessaria per effetto del sopravvenuto provvedimento favorevole.

  • art. 25 d.lgs. 152/2006

    La norma è richiamata dalla ricorrente in relazione alla formazione del silenzio-assenso nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale; la sentenza non decide tale profilo.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta un provvedimento sopravvenuto che soddisfa integralmente l’interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, rendendo non più necessario l’esame della legittimità degli atti impugnati.
  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, accompagnata dall’integrale conseguimento del bene della vita, costituisce elemento rilevante per la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
  • Quando la sopravvenienza amministrativa soddisfa integralmente la pretesa sostanziale, il giudice non è tenuto a esaminare nel merito i motivi di annullamento, le domande di accertamento e le eventuali domande consequenziali di condanna.
  • Le spese di lite possono essere integralmente compensate quando il ricorrente richiede tale regolazione e le amministrazioni resistenti non vi si oppongono.

Come è indicizzato

MaterieVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàImpianti da fonti rinnovabiliEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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