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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38571/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Livorno che ha confermato il decreto di sequestro emesso il 14/03/2025 a carico di Yang Yongsheng, della coniuge Fangping Dong e di altri, in relazione al reato di riciclaggio con presunti reati presupposto di evasione fiscale (d.lgs. n.74/2000 artt. 2-5). I ricorrenti deducono: (1) inutilizzabilità degli atti di indagine successivi al 15/11/2024 per assenza di nuova iscrizione/proroga; (2-4) mancata o insufficiente indicazione e prova dei reati presupposto del riciclaggio; (5-6) mancata motivazione e mancanza del rapporto di pertinenzialità/immediatezza per il sequestro di beni diversi dal denaro (orologi, gioielli, indumenti di lusso); (7) illegittimità e genericità del sequestro dei dispositivi informatici e carenze nella delimitazione e proporzionalità delle operazioni di estrazione dei dati.

La decisione

I ricorsi sono stati rigettati come complessivamente infondati. La Corte ha ritenuto che: (i) vi erano elementi investigativi anteriori al 15/11/2024 e, inoltre, è stata formalizzata una nuova iscrizione al registro degli indagati il 13/11/2024 in relazione a fatti ulteriori, con decorrenza autonoma del termine delle indagini; (ii) il decreto del 14/03/2025 indicava in modo adeguato i reati presupposto (violazioni tributarie ai sensi del d.lgs. n.74/2000) e le condotte sospette (trasporti di ingente contante, conversioni valutarie, acquisti di orologi di lusso), confermate da dichiarazioni spontanee del ricorrente e da accertamenti successivi (sequestri di 246.250 euro il 15/11/2023 e 570.000 euro in altra occasione, 143.000 euro rinvenuti a altro coindagato); (iii) il Tribunale ha fornito motivazione sufficiente sulla pertinenzialità e finalità probatoria dei sequestri di orologi, gioielli e capi di abbigliamento, anche alla luce dell'assenza di redditi compatibili; (iv) il sequestro dei dispositivi informatici è stato adeguatamente motivato e delimitato nel provvedimento, con rispetto del principio di proporzionalità e con indicazione della necessità temporanea dell'ablazione per consentire l'estrazione dei file rilevanti. La Corte ha inoltre richiamato l'onere difensivo, in sede di cassazione, di specificare quali atti siano affetti dal vizio e l'incidenza che la loro esclusione avrebbe sulla prova di resistenza.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limitazione dell'impugnabilità in Cassazione delle ordinanze di riesame avverso misure cautelari reali alle sole violazioni di legge; la Corte verifica soprattutto vizi di diritto e vizi motivazionali radicali.

  • art. 405 cod. proc. pen.

    Indica il termine per le indagini preliminari: la Corte ha ricordato che una nuova iscrizione nel registro indagati per fatti ulteriori fa decorrere autonomamente il termine delle indagini per quella nuova iscrizione.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Registro degli indagati: la presenza del nome nel provvedimento del 13/11/2024 è stata ritenuta idonea a configurare nuova iscrizione per i fatti successivi.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, artt. 2-5

    Norme sulle violazioni tributarie (evazione fiscale) indicate come reati presupposto del delitto di riciclaggio contestato; il decreto di sequestro e l'ordinanza hanno richiamato tali norme come base delle ipotesi di reato presunte.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Disciplina del sequestro probatorio: distingue tra 'corpo del reato' e cose pertinenti; l'obbligo motivazionale varia in funzione della natura del bene sequestrato.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca: richiamata nella motivazione giurisprudenziale circa l'effetto teleologico del sequestro e della confisca su determinati beni (menzione in dottrina/giurisprudenza collegata alla natura del corpo del reato).

Massime di principio

  • La nuova iscrizione nel registro degli indagati per fatti ulteriori produce autonoma decorrenza del termine delle indagini; in caso di contestazione di inutilizzabilità di atti, occorre verificare la concreta esistenza di tale nuova iscrizione e la sua documentazione
  • Nel ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame ex art. 325 c.p.p. il sindacato è limitato a violazioni di legge; i vizi della motivazione sono esaminabili solo se raggiungono la soglia di radicalità prevista dalla giurisprudenza
  • Chi eccepisce l'inutilizzabilità di singoli atti processuali deve indicare specificamente gli atti affetti dal vizio e spiegare l'incidenza della loro esclusione sulla 'prova di resistenza'; altrimenti il motivo è inammissibile per genericità
  • Per il sequestro probatorio di denaro e di beni di valore (orologi, gioielli, indumenti di lusso) è sufficiente, in fase cautelare, una motivazione che colleghi l'acquisto e il possesso all'assenza di redditi compatibili e al contesto indiziario (trasferimenti di contante, contatti ripetuti), purché non vada oltre il perimetro consentito a quella fase
  • Il sequestro di dispositivi informatici deve essere motivato in modo specifico, ancorché conciso: indicare le ragioni della necessità dell'ablazione temporanea, la delimitazione dell'ambito di ricerca e il rispetto della proporzionalità rispetto alle esigenze probatorie
  • In sede cautelare il pubblico ministero deve indicare in modo concreto i reati presupposto quando il riciclaggio è contestato; tuttavia, una indicazione sufficientemente circostanziata e nota all'indagato può essere ritenuta adeguata per la misura cautelare anche se alcuni profili saranno approfonditi nel dibattimento

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