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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46988/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli che aveva annullato la custodia cautelare in carcere emessa dal GIP nei confronti di De Luca per il ruolo apicale nel clan Contini. Il PM sosteneva che il Tribunale del riesame avesse errato nell'escludere la partecipazione di De Luca al sodalizio, valorizzando invece come decisiva la conversazione intercettata il 14/6/2022 presso l'abitazione di Mazzarella e altri elementi (riferimenti al "genero di Gennaro" in conversazioni del 7/10/2022, controlli del 24/10/2023 con la presenza di persone del contesto, e la vicinanza con Botta Carmine) che, secondo il ricorrente, confermerebbero l'identificazione di "Gennaro" con De Luca e la sua partecipazione al periodo contestato (giugno 2022 - fine 2023).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo del ricorso non prospettasse una violazione di legge ma una diversa valutazione del materiale probatorio operata dal Tribunale del riesame, valutazione che la Corte di legittimità non può sostituirsi a rivedere nei fatti. Il Tribunale del riesame aveva escluso la gravità indiziaria per la dubbia identificazione di "Gennaro" nelle intercettazioni e per la prevalente rilevanza di dichiarazioni di collaboratori riferite a periodi anteriori a quello contestato. La Cassazione ha rilevato l'assenza di illogicità manifeste, travisamenti di fatti o carenze motivazionali tali da giustificare la revisione, e ha osservato che il ricorso si limitava a chiedere una difforme valutazione del quadro indiziario.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma che disciplina l'associazione di tipo mafioso; oggetto della contestazione originaria. Nel ricorso il PM lamentava la sua errata esclusione da parte del Tribunale del riesame, ma la Corte di Cassazione non ha rilevato violazioni di legge nella valutazione dei fatti rispetto a questa norma.

  • art. 568, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per riclassificare la censura come vizio di motivazione valutabile in Cassazione nei limiti consentiti dalla legge; la Corte ha però precisato i limiti del controllo di legittimità sulle valutazioni probatorie.

  • art. 606, primo comma, lettera e) cod. proc. pen.

    Norma che definisce i motivi di impugnazione in Cassazione (tra cui la violazione di legge nella motivazione); la Corte ha applicato i canoni di tale controllo ribadendo che non è ammessa una nuova valutazione del merito dei fatti.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Definisce la gravità indiziaria richiesta per le misure cautelari personali; la Corte ha verificato che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato la mancata sussistenza di tale gravità rispetto agli elementi acquisiti.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Riferito dalla Corte in relazione al principio della tendenziale stabilità del vincolo associativo nelle mafie (giurisprudenza consolidata). La Corte ha osservato che tale principio non è stato invocato o sviluppato nel ricorso in modo da renderlo decisivo.

Massime di principio

  • Il controllo della Corte di Cassazione sulle decisioni di merito in materia di misure cautelari è limitato: non può sostituirsi ai giudici di merito nella valutazione del materiale probatorio, ma verifica la presenza di motivazioni logiche e l'assenza di illogicità manifeste, contraddizioni o carenze motivazionali.
  • Per ritenere provata la partecipazione al reato associativo attraverso intercettazioni è necessaria un'identificazione non equivoca della persona menzionata; formule ambigue o soprannomi indeterminati indeboliscono la gravità indiziaria se non adeguatamente riscontrati.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia acquisiscono rilevanza se riferite al periodo oggetto di indagine o se adeguatamente connesse alla continuità del vincolo associativo; dichiarazioni datate ed attinenti a periodi molto anteriori possono risultare irrilevanti per contestazioni temporali più ristrette.
  • La mera prospettazione di una diversa lettura del materiale probatorio non è sufficiente in Cassazione: è necessario evidenziare violazioni di legge o illogicità manifeste nella motivazione del giudice di merito.
  • Il principio della tendenziale stabilità delle associazioni mafiose può essere elemento di persistenza della partecipazione, ma va specificamente invocato e argomentato nel ricorso per poter essere valorizzato in sede di legittimità.

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