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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29305/2024 del 13/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti avevano chiesto l'accertamento della loro proprietà esclusiva di una fascia di terreno illegittimamente inglobata nella proprietà dei convenuti, la demolizione del muro e delle opere, il risarcimento per occupazione e l'accertamento dell'inesistenza di servitù in favore del fondo dei convenuti; i convenuti in riconvenzionale avevano chiesto l'accertamento dell'usucapione del diritto sulla fascia. In primo grado il Tribunale riconobbe l'usucapione ai convenuti. La Corte d'Appello, con sentenza impugnata, rigettò la riconvenzionale di usucapione e confermò il rigetto delle domande principali, valutando tra l'altro il contenuto di una scrittura privata del 2.1.2000 e la prova testimoniale e statuendo anche sulla distanza di cipressi dal confine.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili il primo e il terzo profilo del ricorso, ha rigettato il quarto profilo e ha accolto il secondo profilo (nella parte in cui censurava la valutazione delle testimonianze), ritenendo che la Corte d'appello abbia escluso la credibilità di alcuni testimoni esclusivamente in ragione di rapporti di parentela/affinità. Per tale motivo la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata limitatamente a quel profilo e ha rinviato la causa alla Corte di Appello di Lecce in diversa composizione perché riesamini la domanda riconvenzionale di usucapione e rivaluti in modo complessivo e non aprioristico l'attendibilità delle dichiarazioni testimoniali. Ha inoltre rilevato l'inammissibilità del controricorso per mancata notifica ai fini delle spese e disposto che il giudice del rinvio tenga conto di ciò nella regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nel contesto delle norme sul processo; la Corte indica che la valutazione e l'apprezzamento delle prove restano rimessi al giudice di merito nei limiti del sindacato di legittimità.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato per precisare che il giudice può valorizzare le prove prodotte dalle parti; la Cassazione osserva che non è censurabile in cassazione la semplice diversa ponderazione delle prove fatta dal giudice di merito.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato per delimitare il sindacato di legittimità sulla valutazione della prova: la censura per violazione dell'art.116 è possibile solo se il giudice ha attribuito alla prova un diverso valore normativamente riservato ad altra risultanza o ha frainteso regole specifiche di valutazione.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato nella discussione sull'onere della prova: la Corte afferma che non si è verificato uno spostamento ingiustificato dell'onere probatorio da parte del giudice di merito.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    Norma di riferimento per i motivi di cassazione: la Corte applica i criteri di ammissibilità e criterio di sindacato su errori di diritto o travisamento della prova; molte censure sono state ritenute inammissibili perché proponevano una lettura alternativa degli atti senza indicare regole ermeneutiche violate.

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    Richiamato implicitamente per delimitare il controllo di legittimità sulla motivazione e sulla valutazione della prova, con possibilità di sindacato solo per vizi di motivazione rilevabili in cassazione.

  • art. 892 c.c.

    Applicato al tema della distanza delle piante dal confine: la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della distanza di 1 metro (terzo comma) trattandosi di una siepe anche se costituita da cipressi, visto il loro mantenimento a forma di siepe.

  • art. 247 c.p.c.

    Richiamato nel ragionamento sulla testimonianza di persone legate da rapporti di parentela: la Corte ricorda che, dopo la sentenza costituzionale che ha eliminato il divieto, la parentela non determina automaticamente inattendibilità del testimone.

Massime di principio

  • In sede di cassazione non è consentito proporre semplicemente una lettura alternativa di un atto o della prova: il ricorrente deve indicare i canoni ermeneutici o i precisi vizi di diritto che il giudice di merito avrebbe violato.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione delle prove; il controllo della Cassazione è limitato ai vizi di motivazione e ai casi in cui la valutazione violi regole normative di valutazione probatoria.
  • La mera parentela o affinità non rende aprioristicamente inattendibile il teste: il giudice non può escludere la credibilità per il solo rapporto di parentela, ma deve motivare sulla base del contenuto della deposizione e del confronto con altre risultanze.
  • Per le piante e le siepi si applica la regola sostanziale e non solo letterale dell'art. 892 c.c.: alberi di alto fusto possono essere trattati come siepe (distanza 1 m) se vengono periodicamente recisi vicino al ceppo e mantenuti in forma di siepe.
  • Se un controricorso non è validamente notificato, esso è inammissibile e può essere considerato come non esistente ai fini delle spese; la mancata riattivazione della procedura di notificazione comporta conseguenze processuali.
  • Quando si impugna in cassazione una decisione che valorizza scritture private o titoli, bisogna indicare in modo specifico quali regole di interpretazione o di attribuzione dell'onere probatorio siano state violate, altrimenti la censura è inammissibile.

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