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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15308/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere, lamentando la nullità dell'udienza di convalida e dell'ordinanza per mancata assistenza dell'interprete di lingua georgiana. Sostengono che l'assenza dell'interprete ha impedito loro di partecipare consapevolmente all'udienza, di avere il colloquio difensivo preliminare (art. 104, c.4-bis c.p.p.) e di essere interrogati, e che tale nullità era stata eccepita in udienza ma rigettata con riferimento a un presunto caso di forza maggiore (impossibilità di reperire interprete in tempi ristretti). Contestano inoltre che il riesame non potesse valutare tale nullità in mancanza dell'impugnazione per cassazione dell'ordinanza di convalida.

La decisione

La Corte dichiara i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato che, in presenza di nullità derivante dall'udienza di convalida, il rimedio competente è il ricorso per cassazione ex art. 391 c.p.p.; la mancata impugnazione dell'ordinanza di convalida rende la stessa irrevocabile e preclude la deduzione della nullità in sede di riesame. La Corte ha inoltre ritenuto legittima la convalida dell'arresto anche quando, per impossibilità oggettiva di reperire un interprete tempestivamente, non sia stato possibile procedere all'interrogatorio dell'alloglotto (caso di forza maggiore). I ricorrenti sono condannati alle spese e al pagamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. c), c.p.p.

    Richiamata come norma relativa alla violazione di legge processuale 'a pena di nullità' che i ricorrenti invocano; la Corte ha inquadrato la doglianza come questione di nullità procedurale che richiede il rimedio specifico.

  • art. 391, commi 3 e 4, c.p.p.

    Stabilisce il ricorso per cassazione contro la convalida dell'arresto; la Corte interpreta che tale rimedio sia il mezzo esclusivo e tempestivo per far valere le nullità relative all'udienza di convalida, e l'assenza di tale impugnazione preclude la loro valutazione in sede di riesame.

  • D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 32 (attuazione direttiva 2010/64/UE)

    Pur prevedendo l'assistenza linguistica, la Corte conferma la giurisprudenza che ammette la convalida dell'arresto anche se non è stato possibile reperire un interprete tempestivamente; la mancanza dell'interprete può integrare un caso di forza maggiore che non impedisce la decisione sulla legittimità dell'arresto.

  • art. 104, comma 4-bis, c.p.p.

    Norma che prevede il colloquio difensivo preliminare; i ricorrenti lamentano la sua violazione per l'assenza dell'interprete, ma la Corte osserva che la violazione di questo diritto va fatta valere con i rimedi appropriati e non esenta dall'obbligo di impugnare la convalida per cassazione.

  • artt. 110, 624-bis, 625, n. 2 e 5, e 61, n. 5, c.p.

    Indicano i reati contestati e le circostanze aggravanti/concorsuali che hanno fondato l'arresto e la misura cautelare; la Corte non entra nel merito della responsabilità sostanziale, ma l'indicazione dei reati giustifica la rilevanza della misura cautelare impugnata.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020, conv. L. 176/2020

    Norma richiamata per consentire che il Procuratore Generale fornisca deduzioni scritte: la Corte prende atto delle conclusioni scritte del PG ai fini della decisione.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella parte dispositiva della sentenza per gli adempimenti di cancelleria relativi all'esecuzione della condanna pecuniaria verso la cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La nullità dell'udienza di convalida dell'arresto per vizi procedurali (es. assenza di interprete) deve essere impugnata tempestivamente con il ricorso per cassazione ex art. 391 c.p.p.; la mancata impugnazione rende la convalida irrevocabile e preclude la deduzione della nullità in sede di riesame.
  • L'assenza di un interprete non determina automaticamente l'annullamento della convalida: ove risulti l'impossibilità obiettiva e tempestiva di reperire un interprete (caso di forza maggiore), il giudice può comunque convalidare l'arresto dell'alloglotto e decidere sulla legittimità dell'operato della polizia giudiziaria.
  • Il diritto al colloquio difensivo e all'assistenza linguistica è riconosciuto (art. 104 c.4-bis e D.Lgs. n.32/2014), ma la tutela efficace di tali diritti richiede l'uso dei rimedi procedurali corretti e tempestivi; la loro violazione deve essere documentata e impugnata secondo le forme previste.
  • In situazioni analoghe è consigliabile che la difesa documenti immediatamente l'impossibilità di accesso all'interprete (prove, tentativi di reperimento) e valuti contestualmente l'impugnazione per cassazione della convalida, oltre alle eventuali eccezioni nel corso dell'udienza.
  • Il riesame sulla misura cautelare ha limiti rispetto alle questioni già decise dall'ordinanza di convalida non impugnata: se si vuole che il vizio dell'udienza di convalida sia rimosso o riesaminato, è necessario proporre il rimedio straordinario/ordinario previsto (cassazione) nei termini.
  • Se l'assenza dell'interprete ha pregiudicato concretamente il contraddittorio o il colloquio difensivo in modo tale da compromettere il diritto di difesa, occorre valutare anche eventuali rimedi risarcitori o di revisione, ma sempre previa valutazione della tempestività e dello strumento impugnatorio corretto.

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