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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32094/2022 del 31/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (promittente venditore)

La controversia

La controversia riguardava la domanda di usucapione di un terreno sito in Mazara del Vallo. Il giudice d’appello, in riforma della decisione di primo grado, ha rigettato la domanda ritenendo che la disponibilità del bene derivante da un preliminare di vendita con effetti anticipati integrasse mera detenzione e non possesso utile ad usucapionem, salvo prova di interversione del possesso, non ritenuta dimostrata. Il ricorrente ha impugnato la sentenza denunciando, con un unico motivo, violazione e falsa applicazione degli artt. 1141, 1146 e 1158 c.c. in relazione all’art. 360, n. 3, c.p.c., omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c., omessa motivazione e omesso esame di prove testimoniali e documentali, sostenendo che il giudice di merito avrebbe trascurato il fatto decisivo dell’interversione del possesso e avrebbe dovuto desumerla dalle opere eseguite sul fondo e dagli altri elementi istruttori. In sostanza, il ricorso mirava a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio e a far riconoscere l’interversione in epoca anteriore a quella accertata dalla Corte territoriale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto, anzitutto, che il motivo fosse formulato in modo promiscuo, con mescolanza di censure eterogenee in violazione dei requisiti di chiarezza e specificità del ricorso per cassazione. Ha inoltre osservato che le doglianze, nella sostanza, richiedevano una rivalutazione del materiale probatorio e contrapponevano una lettura alternativa dei fatti rispetto a quella del giudice di merito, operazione non consentita in sede di legittimità quando la motivazione di merito sia congrua e immune da vizi giuridici. La Corte ha dato continuità al principio secondo cui, nel preliminare ad effetti anticipati, la consegna anticipata del bene al promissario acquirente comporta mera detenzione; per l’usucapione è necessaria la prova dell’interversione del possesso ai sensi dell’art. 1141 c.c., prova che nella specie la Corte d’appello aveva escluso, ritenendo che le opere eseguite sul fondo fossero compatibili con l’assetto del preliminare e che l’eventuale interversione si fosse verificata solo al rifiuto di restituzione del bene nel 2010, quindi tardivamente. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità e la Corte ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1141 c.c.

    ai sensi dell’art.1141 c.c.

    La detenzione del bene conseguita in base a un preliminare ad effetti anticipati non si trasforma in possesso utile all’usucapione senza prova di un atto di interversione del possesso.

  • art. 1146 c.c.

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza che la Corte ne sviluppi un autonomo principio applicativo nel dispositivo di inammissibilità.

  • art. 1158 c.c.

    Richiamato dal ricorrente come norma sull’usucapione, ma la Corte esclude che nel caso concreto fossero provati i requisiti del possesso continuato utile ad usucapire.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Serve a censurare la violazione o falsa applicazione di legge; qui il motivo è stato ritenuto inammissibile perché promiscuo e perché volto in realtà a rimettere in discussione l’accertamento di fatto.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame di fatto decisivo non può essere usato per ottenere una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione del fatto storico.

  • art. 360-bis c.p.c.

    La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso in applicazione di tale filtro, ritenendo manifestamente infondata/inammissibile la censura proposta.

  • art. 380-bis c.p.c.

    È la norma procedurale richiamata per la trattazione camerale sulla base della proposta del relatore.

  • art. 391-bis c.p.c.

    Richiamato unitamente all’art. 380-bis c.p.c. per la gestione del procedimento in camera di consiglio.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel preliminare di vendita con effetti anticipati, la consegna anticipata del bene al promissario acquirente configura di regola detenzione e non possesso utile all’usucapione.
  • Per trasformare la detenzione in possesso ad usucapionem è necessaria la prova rigorosa di un’interversione del possesso, desumibile da un atto univoco di opposizione al possessore o al proprietario.
  • Le attività materiali sul bene compatibili con il regolamento contrattuale o con il contesto del preliminare non bastano, da sole, a provare l’interversione del possesso.
  • In cassazione è inammissibile il motivo che cumuli censure eterogenee senza distinta e chiara formulazione delle questioni di diritto e di fatto.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non consente di sollecitare una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione del merito, se la sentenza impugnata è congruamente motivata.

Come è indicizzato

MateriePossessoCompravenditaImpugnazioni
RamiDiritti realiContrattiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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