Cassazione Penale, Sentenza n. 26912/2022 del 12/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Istanza di revisione ex art. 630, comma 1, lett. c) cod. proc. pen., basata su una consulenza tecnica informatica che avrebbe escluso un'attività illecita di intrusione nei sistemi bancari attribuita al ricorrente. Il ricorrente sosteneva che la consulenza costituiva prova nuova idonea a scagionarlo, poiché la sentenza di condanna aveva ritenuto che fosse stato lui a compiere l'intrusione informatica.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che l'istanza fosse priva dei requisiti dell'art. 631 cod. proc. pen.: la presunta prova nuova, anche se dimostrasse che il ricorrente non si fosse personalmente introdotto nei sistemi informatici, non avrebbe comunque determinato l'automatica proscioglimento perché la condanna era fondata sulla responsabilità concorsuale per avere agevolato/perfezionato la truffa. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 630, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Norma che consente la revisione per nuova prova; nel caso concreto la Corte ha valutato che l'elemento indicato come "nuova prova" doveva essere valutato anche alla luce del requisito di efficacia richiesto dall'art. 631.
art. 631 cod. proc. pen.
"gli elementi in base ai quali si chiede la revisione devono, a pena di inammissibilità della domanda, essere tali da dimostrare, se accertati, che il condannato deve essere prosciolto a norma degli artt. 529, 530. 531 cod. proc. pen."
La Corte ha applicato rigidamente questo criterio: la nuova prova deve essere idonea, se accertata, a determinare il proscioglimento nei termini previsti dalle norme indicate; mera contestazione di un aspetto fattuale non è sufficiente se non incide sugli elementi fondamentali della responsabilità così come accertata in sentenza.
artt. 529, 530, 531 cod. proc. pen.
Richiamati come termini di riferimento per il proscioglimento: il nuovo elemento deve, se riconosciuto, comportare l'applicazione di una delle cause di proscioglimento previste da tali articoli (cioè incidere sul giudizio di colpevolezza), non limitarsi a scagionare l'autore materiale quando la responsabilità concorsuale rimane accertata.
Massime di principio
- Per ottenere la revisione ex art. 630 c.1 lett. c) è necessario proporre elementi nuovi che, se accertati, comporterebbero il proscioglimento ai sensi degli artt. 529-531 c.p.p.; non basta dimostrare un dubbio o l'assenza di una specifica modalità di commissione del reato.
- Se la condanna si basa su responsabilità concorrente (concorso nel reato, agevolazione o partecipazione), una prova nuova che escluda solo l'esecuzione materiale di un atto illecito può non essere sufficiente a rimuovere la responsabilità complessiva dell'imputato.
- Il controllo di ammissibilità per la revisione è formale e sostanziale: il giudice verifica se gli elementi nuovi incidono sui presupposti giuridici per il proscioglimento, non solo se introducono una diversa ricostruzione fattuale.
- Chi chiede la revisione ha l'onere di dimostrare la rilevanza e l'efficacia della nuova prova rispetto ai punti essenziali della sentenza di condanna.
- In caso di inammissibilità del ricorso per revisione è possibile essere condannati alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie (es. somma alla Cassa delle Ammende), commisurate al grado di colpa nella proposizione della domanda.
- Prima di proporre istanze di revisione è opportuno valutare se la nuova prova incide effettivamente sulle ragioni fondamentali della condanna (ad es. sradicando l'esistenza del fatto o la responsabilità personale/concorrenziale), altrimenti il rischio di inammissibilità è elevato.
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