Cassazione Civile, Ordinanza n. 20265/2024 del 22/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La società aveva ottenuto in primo grado l'annullamento del diniego di rimborso relativo alle agevolazioni fiscali sul gasolio usato come carburante per esercenti attività di trasporto, perché il diniego era intervenuto oltre il termine di 60 giorni previsto dall'art. 4 del d.P.R. n. 277 del 2000 e si era quindi formato il silenzio-assenso. In appello, l'Ufficio aveva ottenuto la riforma della decisione: la CTR aveva ritenuto, da un lato, che il termine di 60 giorni avesse natura ordinatoria e che l'Amministrazione potesse annullare in autotutela il silenzio-assenso anche per vizi sostanziali; dall'altro, aveva escluso il diritto al beneficio perché la società svolgeva trasporto terrestre di passeggeri mediante noleggio di autobus con conducente, attività espressamente esclusa dal d.P.R. n. 277 del 2000. Con il ricorso per cassazione la società deduceva un solo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 4 del d.P.R. n. 277 del 2000 e dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., sostenendo che il diniego espresso oltre il termine di 60 giorni fosse illegittimo.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso perché diretto solo contro la prima ratio decidendi della sentenza impugnata, relativa al silenzio-assenso e alla sua revoca in autotutela, senza censurare la seconda ratio autonoma e sufficiente, fondata sull'insussistenza dei requisiti soggettivi per accedere al rimborso. Poiché la CTR aveva posto a base della decisione due rationes decidendi distinte e autonome, la mancata impugnazione specifica di una di esse rendeva irrilevante l'esame della censura sull'altra. Ne è conseguito il rigetto del ricorso e la condanna della ricorrente alle spese.
Norme richiamate
art. 4 d.P.R. n. 277 del 2000
termine di sessanta giorni
il termine per provvedere sull'istanza di rimborso è stato considerato dalla CTR ordinatorio; la Cassazione non entra nel merito di tale interpretazione perché il ricorso non censura l'ulteriore autonoma ratio decisoria
art. 1, comma 2, d.P.R. n. 277 del 2000
ai fini del presente regolamento, per "esercenti le attività di autotrasporto merci" si intendono...
la norma individua in modo tassativo i soggetti ammessi al beneficio fiscale; la CTR ha ritenuto che l'attività svolta dalla società ricorrente non rientrasse tra quelle agevolate
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
il motivo è stato prospettato come violazione e falsa applicazione di legge, ma è stato dichiarato inammissibile per mancata censura di una ratio decidendi autonoma
art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.
il ricorso per cassazione deve contenere una critica specifica alle ragioni poste a fondamento della decisione; la doglianza che non attacca la ratio decidendi integra un 'non motivo' ed è inammissibile
art. 276 c.p.c.
nel merito il giudice può esaminare più questioni e fondare la decisione su rationes autonome e logicamente sufficiente; se una sola è censurata, le altre restano idonee a sorreggere la sentenza
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
richiamato per il regime del contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione il motivo di ricorso deve confrontarsi specificamente con tutte le rationes decidendi autonome poste a base della sentenza impugnata; la censura rivolta solo a una di esse è inammissibile se l'altra è idonea da sola a sorreggere il decisum.
- Quando la decisione di merito è sorretta da plurime rationes autonome e ciascuna è logicamente sufficiente, l'inammissibilità o il rigetto del motivo che investe una sola ratio rende inutile l'esame delle ulteriori doglianze.
- L'omessa impugnazione della ratio sostanziale che esclude i presupposti del beneficio comporta inammissibilità del ricorso anche se sia stata dedotta una violazione procedimentale relativa al termine di provvedimento dell'amministrazione.
- La conformità della domanda a un termine procedimentale non basta, da sola, a fondare il diritto al beneficio quando la normativa sostanziale richiede requisiti soggettivi specifici che devono comunque sussistere e risultare verificati.
- Il ricorso per cassazione deve contenere una critica esplicita e puntuale delle ragioni della sentenza impugnata; una doglianza che non si misuri con la motivazione effettiva integra un 'non motivo' ai sensi dell'art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.
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