Cassazione Civile, Sentenza n. 41132/2021 del 21/12/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti chiedevano l'accertamento della simulazione (o della natura mista - negotium mixtum cum donatione) di vari atti e donazioni operate dal padre defunto (tra cui due donazioni immobiliari e contratti di locazione/preliminari), sostenendo che i trasferimenti erano in realtà solo parziali perché accompagnati da pagamenti; chiedevano la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della loro quota di riserva e la collazione delle donazioni. Contestazioni secondarie riguardavano la simulazione del contratto di locazione tra il de cuius e Regina S.r.l., la prescrizione delle azioni, la possibilità di revoca testamentaria della dispensa dalla collazione e la deduzione di migliorie e spese straordinarie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo principale: ha censurato la Corte d'Appello per avere applicato l'art. 1415 c.c. ritenendo la convenuta come "terzo di buona fede" opponibile alla simulazione delle donazioni. La Cassazione ha spiegato che, trattandosi di successore universale/erede testamentaria e dato che la successione era stata definitivamente regolata in favore della sola Emanuela (con effetto di giudicato), la convenuta non poteva essere considerata terzo acquirente di buona fede ai fini dell'inopponibilità della simulazione; pertanto la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rimessa alla Corte d'Appello di Venezia, in diversa composizione, perché esamini nuovamente la domanda di simulazione e verifichi se agli attori spettino le agevolazioni probatorie correlate alla qualità di terzi ai sensi dell'art. 1417 c.c. Sono state rigettate o dichiarate inammissibili le altre censure del ricorso principale; i ricorsi incidentali (Pastificio Rana e Soledad) sono stati respinti nei termini esaminati; la Corte ha riconosciuto la legittimazione della Soledad come successore a titolo particolare; ha disposto che il giudice del rinvio decida anche sulle spese e ha rilevato l'obbligo delle ricorrenti incidentali al versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi della normativa citata.
Norme richiamate
art. 1415 c.c.
La Corte precisa che l'art. 1415 (inopponibilità della simulazione ai terzi che abbiano acquistato dal titolare apparente) si applica soltanto quando il terzo ha acquistato da un titolare apparentemente titolare del diritto (ipotesi di simulazione assoluta o di interposizione fittizia). Non può essere invocato quando il resistente è successore universale dell'apparente titolare e agisce in quanto erede (collazione), perché in quel caso non è terzo.
art. 1417 c.c.
Rimesso al giudice di merito l'accertamento se e in quale misura spettino agevolazioni probatorie collegabili alla posizione di terzi; la Corte richiama la distinzione tra chi agisce come successore universale e chi agisce come terzo/legittimario.
art. 737 c.c.
Richiamato nel ragionamento sulla collazione e sull'imputazione delle donazioni alla quota di riserva: la collazione opera tra coeredi; se non esiste comunione ereditaria la collazione non è invocabile.
art. 564 co. 2 c.c.
Richiamato nella spiegazione dell'imputazione delle donazioni alla quota di riserva: la donazione imputata serve a determinare la parte di beni che il legittimario può ottenere per integrare la legittima, con la conseguente esclusione di tali beni dalla collazione.
art. 2932 c.c.
Norma oggetto di domande accessorie (trasferimento ex art. 2932) relativa a sentenza di trasferimento per inesecuzione di obbligo a contrarre; i giudici di merito avevano valutato decorrenze e prescrizione dell'azione collegata al preliminare.
art. 2729 c.c.
Richiamato nella disamina del ricorso incidentale in tema di prove per presunzioni: la Corte ricorda che le presunzioni non legislative devono essere valutate con prudenza e richiedono indizi gravi, precisi e concordanti.
art. 115, 116 c.p.c.
Richiamati con riferimento al sindacato sulla valutazione delle prove: la Corte conferma che non può sostituirsi al giudice di merito nel rivalutare valutazioni probatorie purché esse non siano illogiche o contraddittorie.
art. 748 c.c.
Richiamato sul tema delle migliorie: la Corte distingue tra migliorie (opere che si incorporano nel fondo e ne aumentano l'efficienza) e spese di straordinaria manutenzione; il giudice di merito ha ritenuto che le voci dedotte fossero per lo più spese di ordinaria gestione e non migliorie rilevanti ai fini della valutazione del bene.
art. 348 ter c.p.c.
Applicato ratione temporis: limita la possibilità di dedurre in cassazione alcuni vizi di motivazione quando l'appello è successivo a determinata data; utilizzato per rigettare doglianze che in realtà miravano a nuova valutazione di merito.
art. 360 c.p.c.
Norma di rimando per i motivi di cassazione (n.3 e n.5) relativa al sindacato sui vizi di motivazione e di applicazione delle norme probatorie; la Corte richiama i limiti del sindacato della cassazione sulle valutazioni di fatto e prove presuntive.
art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228
Citata per giustificare l'obbligo delle ricorrenti incidentali al versamento di un ulteriore contributo unificato in relazione ai ricorsi successivi al 30 gennaio 2013.
Massime di principio
- Un erede che agisce in qualità di successore universale per far valere la collazione non può essere considerato "terzo di buona fede" ai sensi dell'art. 1415 c.c.; l'inopponibilità della simulazione a terzi è applicabile tipicamente alle ipotesi di simulazione assoluta o di interposizione fittizia e a acquisti inter vivos da un titolare apparentemente titolare.
- L'azione di simulazione è in linea di principio imprescrittibile, ma i diritti che da essa scaturiscono (es. quelli utili alla reintegrazione della legittima) possono essere soggetti a termini di prescrizione che decorrono dalla data utile per l'interesse del legittimario (spesso dall'apertura della successione).
- Quando è in gioco la prova per presunzioni il giudice deve applicare regole rigorose: gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti; la Corte di merito ha ampia discrezionalità nel valutare la loro forza, sindacabile in Cassazione solo per vizi logici, contraddittori o omissivi manifesti.
- La dispensa dalla collazione, incorporata in atti di donazione, è questione distinta rispetto alla sua eventuale revoca testamentaria: la sua incidenza va valutata nel quadro complessivo della successione e della qualità delle parti (erede universale vs legittimario). Se la successione è regolata in modo da escludere la comunione ereditaria, l'istituto della collazione può risultare inapplicabile.
- Ai fini della valutazione delle migliorie e delle spese dedotte per ridurre il valore del donatum, rilevano la natura delle opere (miglioria vs ordinaria gestione o manutenzione straordinaria) e la prova su chi ha effettivamente sostenuto i costi; le spese di ordinaria gestione non incidono sulla stima ai fini di riduzione.
- In impugnazioni in Cassazione non è consentito chiedere alla Corte una rivalutazione di merito delle risultanze probatorie; le doglianze devono articolare vizi di diritto o motivazionali rilevabili ai sensi dell'art. 360 c.p.c.
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