Cassazione Penale, Sentenza n. 40565/2024 del 05/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Catania che aveva rigettato la loro istanza di revoca/sospensione dell'ordine di demolizione contenuto nella sentenza del Tribunale di Paternò del 12/07/2012. Denunciavano: (i) erronea declinazione di competenza del giudice dell'esecuzione in relazione alla modifica dell'art. 41 d.P.R. 380/2001 (per cui il Tribunale non avrebbe istruito la richiesta di sospensione in pendenza di istanza di fiscalizzazione ai sensi dell'art. 34 d.P.R. 380/2001 e non avrebbe valutato la parziale difformità delle opere rispetto alla variante alla concessione); (ii) violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU) e carenza di motivazione sulla proporzionalità della demolizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: il giudice dell'esecuzione ha erroneamente declinato la propria competenza e pertanto l'ordinanza è stata annullata con rinvio al Tribunale di Catania per nuovo esame delle istanze dei ricorrenti. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la modifica dell'art. 41 DPR 380/2001 ha introdotto un potere sussidiario del Prefetto in caso di inerzia dei comuni, ma non ha sottratto al giudice dell'esecuzione il potere/dovere di esaminare richieste di sospensione o revoca dell'ordine di demolizione quando sussistono atti amministrativi che possano incidere sulla compatibilità dell'ordine stesso. In particolare il Tribunale, nel giudizio di rinvio, dovrà verificare i fatti (le opere erano una nuova unità abitativa con aumento di volume e superficie), valutare la fattibilità dell'intervento demolitorio senza pregiudicare la parte lecita, applicare i principi giurisprudenziali sulla impossibilità tecnica (che non opera se dipendente da causa imputabile al condannato) e, se non accoglierà la sospensione/revoca, valutare la proporzionalità in termini ex art. 8 CEDU.
Norme richiamate
art. 41 d.P.R. 380/2001
In caso di mancato avvio delle procedure di demolizione entro il termine di centottanta giorni dall'accertamento dell'abuso, la competenza è trasferita al prefetto che provvede alla demolizione avvalendosi degli uffici del comune nel cui territorio ricade l'abuso edilizio
La modifica ha introdotto un potere sussidiario del Prefetto in caso di inerzia comunale, ma non ha sottratto al giudice dell'esecuzione il potere/dovere di valutare istanze di sospensione o revoca dell'ordine di demolizione.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Regola la cosiddetta fiscalizzazione delle difformità parziali: può essere applicata solo alle difformità parziali tollerate in funzione della conservazione delle parti legittime, non alle nuove unità abitative con aumento di volume e superficie.
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. b) e lett. e)
Norme richiamate come parametri procedurali di cassazione (lett. b) vizi di motivazione; lett. e) violazione di norme di diritto e diritti fondamentali quali la CEDU).
art. 8 Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)
Richiede valutazione della proporzionalità dell'ingerenza nello spazio vitale/familiare; la Corte ordina di considerare il profilo di proporzionalità se non viene accolta la sospensione/revoca.
art. 44 d.P.R. 380/2001
Norma che disciplina le fattispecie penali connesse agli abusi edilizi; riferimento per stabilire l'oggetto dell'ordine di demolizione contenuto nella sentenza penale.
art. 31, comma 9, d.P.R. 380/2001
Richiama la possibilità che il giudice penale impartisca l'ordine di demolizione in sede di sentenza; da ciò discende la competenza del giudice che ha pronunciato la condanna ad occuparsi dell'esecuzione.
Legge 27 luglio 1978, n. 392
Richiamata in relazione al criterio di determinazione del costo di produzione per la sanzione applicabile quando la demolizione non può avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità.
Massime di principio
- La modifica dell'art. 41 DPR 380/2001 che attribuisce poteri al Prefetto è sussidiaria: il giudice dell'esecuzione conserva il potere/dovere di esaminare richieste di sospensione o revoca dell'ordine di demolizione.
- La fiscalizzazione ex art. 34 DPR 380/2001 si applica soltanto alle difformità parziali tollerate in quanto funzionali alla conservazione delle parti legittime e non alle nuove unità abitative con aumento di volume/superficie.
- Il giudice dell'esecuzione deve effettivamente valutare la fattibilità tecnica della demolizione e se essa arrechi danno alla parte lecita; tuttavia l'impossibilità tecnica non rileva se dipende da causa imputabile al responsabile dell'abuso.
- In caso di rigetto della sospensione/revoca, il giudice deve motivare anche in termini di proporzionalità rispetto all'art. 8 CEDU (es. impatto sulla casa di abitazione), valutando il bilanciamento tra interesse pubblico al ripristino urbanistico e tutela della vita privata/familiare.
- Quando il giudice in sede esecutiva dichiara difetto di competenza, la decisione è annullabile se non ha esaminato le istanze sostanziali; il corretto iter è l'esame pieno delle domande e, se necessario, il coordinamento con l'Autorità amministrativa competente per l'esito della fiscalizzazione.
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