Sentenza n. 12778/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'ottemperanza della Sentenza del TAR Lazio – Roma - Sez. V Quater, n. 8939/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 8939/2025, relativa al rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di studio
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 8939 dell'8 maggio 2025. La sentenza era stata notificata al MAECI fin dall'8 maggio 2025 e, nonostante diversi solleciti e diffide rivolti alla competente Ambasciata d'Italia ad Algeri, il visto d'ingresso per motivi di studio è stato rilasciato soltanto il 26 aprile 2026, dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza. Il ritardo avrebbe comportato la perdita di un intero anno di studio. Il ricorrente, pur prendendo atto della sopravvenuta cessazione della materia del contendere, ha chiesto la liquidazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, deducendo che il comportamento dell'amministrazione aveva reso necessario il giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il MAECI ha prodotto il visto d'ingresso rilasciato al ricorrente il 26 aprile 2026, rendendo soddisfatta la pretesa sostanziale oggetto dell'ottemperanza. Il Collegio ha tuttavia ritenuto attendibili e documentate le argomentazioni del ricorrente circa il ritardo dell'amministrazione e ha applicato il criterio della soccombenza virtuale ai fini delle spese. Il MAECI è stato condannato a rifondere le spese processuali in favore del ricorrente, liquidate forfettariamente in 1.000 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza promosso dal ricorrente per ottenere l'esecuzione del giudicato amministrativo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il rilascio dell'atto o l'adozione della misura dovuta da parte dell'amministrazione, anche dopo l'instaurazione del giudizio, determina la cessazione della materia del contendere quando la pretesa sostanziale del ricorrente risulta integralmente soddisfatta.
- La sopravvenuta soddisfazione della pretesa non esclude la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale: il giudice può valutare quale parte abbia reso necessario il giudizio sulla base del comportamento tenuto anteriormente alla definizione della controversia.
- Quando l'amministrazione adempie tardivamente a un obbligo derivante da una sentenza e l'adempimento interviene solo dopo solleciti e l'instaurazione dell'ottemperanza, il ritardo può giustificare la condanna dell'amministrazione alle spese del giudizio, anche se la materia del contendere è cessata.
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