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Sentenza

Sentenza del 30/12/2019 n. 34607 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia contestava la mancata inclusione, nel valore doganale delle merci importate dalla Repubblica Popolare Cinese nel 2010, delle royalties pagate da Guess Europe ai titolari dei marchi. Secondo l'Agenzia, le clausole dei contratti di licenza dimostravano che i licenzianti esercitavano un controllo, anche indiretto, sulla scelta dei produttori esteri e sul processo produttivo, integrando una "condizione di vendita" ai sensi della normativa doganale unionale. L'Agenzia denunciava inoltre la violazione delle regole di interpretazione dei contratti e delle norme sul calcolo del valore in dogana.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia e confermato l'annullamento dell'avviso di rettifica e delle sanzioni. Ha ritenuto che le clausole contrattuali riguardassero principalmente la qualità, l'estetica e la tutela del marchio sul prodotto finito, senza dimostrare un controllo diretto o indiretto del licenziante sulla scelta del produttore estero, sulla sua organizzazione o sul ciclo produttivo. Non risultava inoltre che il produttore fosse destinatario delle royalties o potesse pretenderne il pagamento. Il controllo qualitativo a posteriori non è stato considerato sufficiente a configurare una condizione di vendita. Le spese del giudizio di cassazione sono state compensate.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992, Codice doganale comunitario, articoli 29 e 32

    Le royalties devono essere aggiunte al valore di transazione delle merci importate quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa, tra cui il collegamento con le merci e l'esistenza di una condizione di vendita.

  • Regolamento (CEE) n. 2454/1993, DAC, articoli 143, 157, 159 e 160

    I diritti di licenza sono inclusi nel valore doganale quando il loro pagamento costituisce una condizione di vendita e il titolare dei diritti esercita poteri di controllo sulla scelta o sull'attività del produttore. Il mero controllo della qualità o dell'aspetto del prodotto finito non è sufficiente, se non incide sull'autonomia organizzativa e produttiva del fabbricante.

  • D.Lgs. n. 374/1990, articolo 11

    Consente la revisione dell'accertamento doganale a seguito di attività di controllo documentale e ispettiva.

  • D.P.R. n. 43/1973, articolo 303, comma 3, TULD

    Prevede l'applicazione di sanzioni per le irregolarità relative agli elementi necessari alla determinazione dei diritti doganali, comprese quelle concernenti il valore imponibile.

  • Codice civile, articoli 1362 e 1363

    Chi denuncia in cassazione l'erronea interpretazione di un contratto deve indicare specificamente il canone ermeneutico violato, il punto preciso dell'interpretazione errata e il modo in cui il giudice se ne sarebbe discostato. Non è sufficiente contrapporre una diversa lettura del contratto.

  • Codice di procedura civile, articolo 360, comma 1, n. 3

    La violazione o falsa applicazione di legge riguarda l'erronea interpretazione della fattispecie normativa; non consente, di regola, di ottenere una rivalutazione delle risultanze di fatto o dell'interpretazione negoziale riservata al giudice di merito.

  • Principio affermato da Cass. n. 8473/2018 e Corte di giustizia UE, causa C-173/15, GE Healthcare

    Il corrispettivo dei diritti di licenza va aggiunto al valore di transazione ... qualora il titolare dei diritti immateriali sia dotato di poteri di controllo sulla scelta del produttore e sulla sua attività e sia il destinatario dei corrispettivi dei diritti di licenza.

    L'inclusione delle royalties richiede un controllo effettivo del titolare dei diritti sulla scelta del produttore e sulla sua attività, oltre agli ulteriori presupposti normativi. Il semplice rapporto di licenza o la verifica della conformità qualitativa del prodotto non bastano.

Massime di principio

  • Le royalties corrisposte per marchi o altri diritti immateriali entrano nel valore doganale solo se ricorrono concretamente i presupposti normativi, in particolare il collegamento con le merci e il fatto che il loro pagamento costituisca una condizione di vendita.
  • Il controllo del licenziante deve riguardare la scelta del produttore o la sua attività produttiva, non soltanto la qualità, l'estetica, i campioni o la conformità del prodotto finito agli standard del marchio.
  • Per dimostrare un controllo indiretto non è sufficiente richiamare generiche clausole di approvazione, codici di condotta o facoltà di ispezione: occorrono elementi concreti sul potere di influenzare fornitori, organizzazione, metodi, luoghi o fasi della produzione.
  • L'onere probatorio dell'amministrazione richiede di dimostrare il rapporto di controllo e la condizione di vendita; in assenza di prove specifiche, le royalties non possono essere automaticamente aggiunte al valore doganale.
  • Nell'impugnazione per cassazione non è sufficiente proporre una diversa interpretazione delle clausole contrattuali: bisogna indicare precisamente quale norma è stata violata e in che modo il giudice di merito si è discostato dal suo corretto significato.
  • La presenza di un centro stile o di attività progettuali svolte dalla licenziataria può deporre contro l'esistenza di un controllo del licenziante sul produttore estero, soprattutto quando il produttore resta autonomo nell'organizzazione e nell'esecuzione del ciclo produttivo.

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