Sentenza del 30/12/2019 n. 158 - Comm. Trib. Prov. Vercelli
Avviso di accertamento - DOCFA - Rettifica attribuzione categoria catastale - Assenza di opere edilizie - Cambio di destinazione urbanistica - Irrilevanza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente contestava la rettifica della categoria catastale effettuata dall’Agenzia delle Entrate a seguito della dichiarazione DOCFA, sostenendo che l’immobile non aveva subito opere edilizie e che il cambio di destinazione urbanistica non fosse sufficiente a giustificare la variazione catastale. La questione riguardava quindi se la destinazione urbanistica autorizzata dal Comune potesse determinare, da sola, il diverso classamento dell’unità immobiliare.
La decisione
La decisione afferma che il classamento deve essere determinato sulla base delle caratteristiche oggettive, intrinseche ed estrinseche, dell’immobile, senza dipendere dalle autorizzazioni urbanistiche rilasciate dagli enti locali. Il semplice cambio di destinazione d’uso urbanistica, in assenza di elementi idonei a dimostrare una diversa concreta utilizzabilità o una modifica delle caratteristiche catastalmente rilevanti, non comporta automaticamente la variazione della categoria catastale. La materia catastale rientra nella competenza dell’Agenzia delle Entrate e non può essere trasferita agli enti locali. Pertanto, la rettifica fondata esclusivamente sul cambio di destinazione urbanistica è stata ritenuta non giustificata.
Norme richiamate
Disciplina del catasto e del classamento catastale
Il classamento deve riflettere le caratteristiche oggettive dell’unità immobiliare, valutate secondo elementi intrinseci ed estrinseci, e non può dipendere esclusivamente dalla destinazione urbanistica autorizzata dal Comune.
Procedura DOCFA
La dichiarazione DOCFA e la conseguente variazione catastale devono essere supportate da elementi concretamente idonei a dimostrare una modifica delle caratteristiche o della utilizzabilità catastale dell’immobile; il solo cambio di destinazione urbanistica non è automaticamente sufficiente.
Riparto di competenze tra Comune e Agenzia delle Entrate
La destinazione urbanistica è di competenza dell’ente locale, mentre l’attribuzione della categoria e della rendita catastale spetta all’Agenzia delle Entrate. Le due valutazioni sono autonome e non necessariamente coincidenti.
Massime di principio
- Il cambio di destinazione urbanistica non determina automaticamente il cambio di categoria catastale.
- Per modificare il classamento occorre dimostrare una variazione concreta delle caratteristiche, della struttura o della utilizzabilità dell’immobile rilevante ai fini catastali.
- L’assenza di opere edilizie non esclude in assoluto una variazione catastale, ma rende necessario provare che siano comunque cambiate le caratteristiche oggettive dell’unità.
- Le autorizzazioni comunali hanno rilevanza urbanistica, ma non vincolano automaticamente l’Agenzia delle Entrate nella determinazione della categoria e della rendita catastale.
- Un avviso di rettifica catastale fondato soltanto sul cambio di destinazione urbanistica può essere contestato se non contiene una motivazione specifica sulle caratteristiche intrinseche ed estrinseche che giustificano il nuovo classamento.
- In situazioni analoghe occorre distinguere sempre tra destinazione urbanistica, effettivo utilizzo dell’immobile e caratteristiche catastali: soltanto queste ultime determinano direttamente il corretto classamento.
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