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Sentenza

Sentenza n. 2612/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento, previa adozione di idonee misure cautelari, anche ai sensi dell’art. 56 c.p.a., “a) del provvedimento prot n. 119 del 14.07.2025 del Responsabile SUAP del Comune di Bacoli, che ha disposto la chiusura e cessazione del parcheggio di veicoli, pertinenziale all’attività di ormeggio, in Bacoli alla Via Lido Miliscola n. 16; b) di ogni altro atto allo stesso preordinato, presupposto, connesso, conseguente e comunque collegato.”

Giustizia amministrativa202503794

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Responsabile SUAP che ha disposto la chiusura e cessazione del parcheggio di veicoli pertinenziale all’attività di ormeggio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato il provvedimento comunale di chiusura e cessazione dell’attività di parcheggio pertinenziale, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. Il testo non specifica i singoli motivi di illegittimità dedotti. In sede cautelare il TAR aveva sospeso l’efficacia dell’atto, disponendo la prosecuzione dell’attività di autorimessa pertinenziale in considerazione dell’esigenza di assicurare adeguate aree di sosta e della sicurezza e fluidità della circolazione. All’udienza pubblica di merito, l’impresa ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, poiché era decorso il periodo per il quale era stata richiesta l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di parcheggio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che, fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione, il ricorrente disponga dell’azione e possa dichiarare di non avere più interesse alla decisione; in applicazione del principio dispositivo, tale dichiarazione impone al giudice di dichiarare l’improcedibilità. La domanda cautelare era stata già accolta con sospensione dell’atto impugnato e ordine al Comune di consentire la prosecuzione dell’attività, ma la decisione di merito non è stata adottata per il venir meno dell’interesse. Le spese sono state integralmente compensate per ragioni di equità, mentre il contributo unificato è rimasto definitivamente a carico della parte ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.a.

    anche ai sensi dell’art. 56 c.p.a.

    La norma è richiamata nell’istanza introduttiva con riferimento alla richiesta di misure cautelari monocratiche o urgenti; il testo non contiene una specifica applicazione motivata della disposizione nella decisione definitiva.

Massime di principio

  • Il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare la sopravvenuta perdita dell’interesse alla pronuncia.
  • Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione, di non avere più interesse alla definizione della controversia, il giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Il decorso del periodo temporale per il quale era stata richiesta l’autorizzazione all’esercizio di un’attività può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull’impugnazione dell’atto che ne aveva disposto la cessazione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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