Cassazione Civile, Sentenza n. 22396/2023 del 25/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La Onlus aveva ricoverato in urgenza la signora Caterina Albanese in una struttura non convenzionata, chiedendo poi alla ASL l'autorizzazione e il rimborso delle spese (€ 3.112,15). La ASL non rispose; la Onlus curò la paziente, emise fattura e ottenne un decreto ingiuntivo che la ASL oppose. In cassazione la Onlus ha dedotto che, per la tutela del diritto alla salute e per le norme regionali e nazionali, le prestazioni necessarie ed urgenti debbano essere rimborsate anche se rese da struttura non convenzionata e senza preventiva autorizzazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Pur riconoscendo il principio per cui prestazioni necessarie ed urgenti rese fuori dal sistema di convenzionamento sono rimborsabili dal servizio sanitario pubblico (anche senza preventiva autorizzazione), la Corte ha precisato che il diritto al rimborso spetta al paziente (o ai suoi eredi) e non direttamente alla struttura non convenzionata che ha erogato le cure, salvo che quest'ultima non provi di aver acquisito dal paziente il relativo diritto (es. tramite delega o cessione). Per tali ragioni la domanda della Onlus non è fondata. La Corte ha compensato le spese di lite e richiamato l'applicabilità dell'art.13, comma 1-quater, del d.P.R. n.115/2002 relativamente al contributo unificato.
Norme richiamate
legge n. 595/1985, art. 3
Richiamata come normativa di riferimento sul tema dell'assistenza indiretta; la Corte non attribuisce direttamente alla struttura non convenzionata un autonomo diritto al rimborso sulla base di tale norma senza che il paziente ne sia titolare
legge n. 502/1992, art. 3-septies
Richiamata nei motivi di doglianza dalla ricorrente come quadro normativo della materia sanitaria; la Corte non ricava da essa un diritto della struttura non convenzionata al rimborso diretto senza titolo da parte del paziente
legge regionale Puglia n. 19/2006, art. 2
Riferimento regionale invocato dalla ricorrente per l'accesso alle prestazioni indirette; la Corte valuta il regime regionale alla luce del principio costituzionale sull'urgenza ma conferma che il rimborso compete al paziente
regolamento regionale Puglia n. 4/2007, art. 3, commi 8 e 9
Norme richiamate per la disciplina dell'assistenza indiretta e dei casi di urgenza; la Corte riconosce che l'urgenza può esimere dalla preventiva autorizzazione, ma non trasferisce automaticamente il diritto al rimborso alla struttura
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Norma processuale invocata come vizio dedotto in cassazione (violazione di norme), ma il motivo si è rivelato infondato nella parte sostanziale
Cassazione n. 9319/2010 e Cass. n. 2444/2001 (giurisprudenza citata)
Precedenti che la Corte richiama per affermare il principio secondo cui, in caso di necessità e urgenza, non è richiesta preventiva autorizzazione e la spesa va a carico del sistema pubblico; tuttavia i precedenti mostrano che l'azione è stata esercitata dal paziente/eredi e non dalla struttura
Corte Costituzionale (sent. n. 509/2000 e altri passaggi)
Richiamata per il principio costituzionale (art. 32 Cost.) secondo cui l'esclusione assoluta del rimborso per prestazioni urgenti è illegittima; conferma la necessità di tutela effettiva della salute, compatibilmente con la titolarità del diritto al rimborso da parte del paziente
d.P.R. 30 maggio 2002, n.115, art. 13, commi 1-quater e 1-bis
Norme processuali amministrate dalla Corte in ordine al contributo unificato e agli adempimenti connessi al ricorso; la Corte dà atto della loro applicabilità per il ricorrente
Massime di principio
- Se una struttura non convenzionata presta cure necessarie ed urgenti, il diritto al rimborso dal servizio sanitario compete al paziente (o ai suoi eredi) e non automaticamente alla struttura erogante.
- In caso di urgenza non è sempre necessaria la preventiva autorizzazione della ASL perché il diritto alla salute non può subire ritardi; tuttavia il rimborso va richiesto dal soggetto titolare (il paziente) e deve essere documentato l'imprescindibilità/urgenza delle cure.
- Una struttura non convenzionata che intenda ottenere il rimborso direttamente dalla ASL dovrebbe acquisire dal paziente un valido titolo (ad es. cessione del credito o delega) che le attribuisca la legittimazione ad agire.
- La mancata risposta o autorizzazione della ASL in situazioni di urgenza non toglie la responsabilità del servizio sanitario di farsi carico delle spese, ma la legittimazione sostanziale rimane del paziente.
- Per massimizzare le possibilità di rimborso, è fondamentale documentare tempestivamente la natura urgente e necessaria dell'intervento, conservare le ricevute e, se possibile, ottenere dal paziente una dichiarazione di assenso alla richiesta di rimborso o la cessione del credito.
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