Sentenza n. 8341/2026 - Roma, Sezione 3B
per la sostituzione ex art. 117, comma 4, c.p.a. del Commissario ad acta, nominato con la sentenza del TAR del Lazio n. 22229 del 9 dicembre 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: condotta del Commissario ad acta nominato in esecuzione di una sentenza resa sul ricorso avverso il silenzio, nonché decreto ministeriale n. 238 del 4 febbraio 2025
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha proposto reclamo chiedendo la sostituzione del Commissario ad acta nominato con la sentenza n. 22229 del 9 dicembre 2024, assumendo che il Commissario fosse rimasto inadempiente perché non aveva adottato un provvedimento esattamente coincidente con quello richiesto. In sede istruttoria, il TAR aveva rilevato la genericità del reclamo, la mancata produzione del provvedimento espresso contestato, l’assenza dei suoi estremi e del suo contenuto, nonché l’omessa precisazione circa la sua provenienza commissariale o amministrativa. Tali carenze impedivano di verificare sia l’effettivo assolvimento del mandato del Commissario sia la ricevibilità del reclamo rispetto al termine decadenziale previsto dall’art. 114, comma 6, c.p.a. La ricorrente ha quindi depositato una memoria e il provvedimento. È emerso che l’atto espresso era il decreto n. 238 del 4 febbraio 2025, adottato dal Ministero competente e non dal Commissario ad acta. Il reclamo era stato depositato il 15 settembre 2025.
La decisione
Il TAR ha dichiarato l’istanza di reclamo, qualificata nel dispositivo anche come istanza di revoca, inammissibile e irricevibile. L’inammissibilità deriva dalla natura e dalla formulazione della domanda, diretta contro il Commissario ad acta nonostante il provvedimento espresso risultasse adottato dal Ministero; la tardività deriva dal mancato rispetto del termine decadenziale previsto dall’art. 114, comma 6, c.p.a., ritenuto applicabile anche al rito sul silenzio secondo la giurisprudenza richiamata. Il giudice ha precisato che il termine opera anche quando la controversia riguarda l’esecuzione di una sentenza resa in un giudizio avverso il silenzio. Le spese della fase sono state compensate per giuste ragioni, anche in considerazione della costituzione di stile dell’Amministrazione.
Norme richiamate
art. 117, comma 4, c.p.a.
sostituzione del Commissario ad acta
La disposizione consente la sostituzione del Commissario ad acta quando ne venga contestato l’inadempimento nell’esecuzione del mandato; la domanda deve tuttavia riferirsi a un effettivo comportamento commissariale e consentire al giudice di verificare l’esatto adempimento.
art. 114, comma 6, c.p.a.
Il termine decadenziale previsto per le contestazioni relative all’esecuzione del giudicato è ritenuto applicabile, secondo la giurisprudenza richiamata dal TAR, anche al rito sul silenzio.
art. 35, comma 1, c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni processuali applicabili, senza una specifica ulteriore interpretazione nel corpo della decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni processuali applicabili, senza una specifica ulteriore interpretazione nel corpo della decisione.
Massime di principio
- La richiesta di sostituzione del Commissario ad acta presuppone che sia specificamente individuabile un comportamento commissariale inadempiente o un atto adottato in esecuzione del mandato; non è sufficiente contestare genericamente il contenuto di un provvedimento adottato direttamente dall’amministrazione.
- Nel reclamo relativo all’operato del Commissario ad acta, il ricorrente deve produrre o descrivere puntualmente il provvedimento contestato, indicandone almeno gli estremi, il contenuto e l’autore, così da consentire al giudice di verificare l’esatto adempimento del mandato e la ricevibilità della domanda.
- Il termine decadenziale previsto dall’art. 114, comma 6, c.p.a. per le contestazioni in materia di esecuzione è applicabile, secondo la giurisprudenza richiamata, anche alle controversie successive a una sentenza resa nel rito avverso il silenzio.
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