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Sentenza

Sentenza n. 4306/2026 - Roma, Sezione 3T

Di accertare e dichiarare la perdurante inottemperanza del Ministero dell’Istruzione alla sentenza n. 962/2024 emessa dal Tribunale Ordinario di Velletri sez. Lavoro.

Giustizia amministrativa202506517

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: perdurante inottemperanza del Ministero dell'Istruzione alla sentenza del Tribunale ordinario di Velletri, Sezione lavoro, n. 962/2024

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 962/2024 del Tribunale ordinario di Velletri, Sezione lavoro. Ha dedotto la perdurante inerzia dell'amministrazione nell'adempimento degli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Il Ministero non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della sentenza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovata la mancata esecuzione del titolo giudiziale. Ha precisato che, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario. Quando il titolo proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo deve accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto della pronuncia né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Poiché l'amministrazione non ha dimostrato l'avvenuta esecuzione, il Ministero è stato condannato a dare attuazione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per il caso di ulteriore inadempimento, è stato nominato commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, autorizzato a sostituirsi all'amministrazione e a superare l'eventuale dissenso di altre amministrazioni entro i successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 500 euro, oltre accessori di legge, per spese processuali, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    azione di ottemperanza per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario

    La disposizione consente di promuovere l'ottemperanza per ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, quando la pubblica amministrazione non adempia agli obblighi derivanti dal titolo.
  • Quando l'ottemperanza riguarda una sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, il giudizio amministrativo ha carattere meramente esecutivo e si limita ad accertare l'esistenza di un comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto della sentenza o svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • A fronte dell'allegazione dell'inadempimento da parte del creditore, l'amministrazione deve fornire chiarimenti o indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione del titolo; la mancata produzione di tali elementi consente di accertare l'inottemperanza.
  • In caso di persistente inadempimento, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, stabilendo un termine per l'intervento sostitutivo e attribuendogli, nei limiti indicati nella decisione, la facoltà di superare il dissenso di altre amministrazioni.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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