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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2315/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che ha riformato l'assoluzione di primo grado e li ha condannati per reati di traffico di stupefacenti. Contestano la valutazione indiziaria dei giudici di merito: sostengono insufficiente precisione e contraddittorietà degli indizi, l'assenza di "traditio" (consegna dello stupefacente) nonostante perquisizione negativa e continuo monitoraggio, e propongono letture alternative delle intercettazioni e degli spostamenti (ipotesi di incontro esplorativo e non di cessione). Per Malin si contesta inoltre l'interpretazione delle intercettazioni e degli SMS come prova dell'effettivo acquisto del 28/05/2007.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi ritenendoli infondati. Ha ritenuto congrua e completa la motivazione della Corte d'appello che, valutando l'insieme delle intercettazioni, il servizio di pedinamento e la condotta degli imputati, ha soddisfatto i requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti per le prove indiziarie. Per Rakovica Ahmet è stata confermata la responsabilità per il reato contestato al capo C2) (la Corte d'appello gli aveva inflitto 4 anni e 8 mesi di reclusione e euro 24.000 di multa con interdizione temporanea dai pubblici uffici); per Malin Enos è stata confermata la responsabilità per il capo R) e l'applicazione della continuazione con precedente sentenza, con aumento della pena di 1 anno di reclusione e euro 5.000 di multa. La Cassazione ha inoltre ritenuto non decisive per la difesa il mancato riscontro in perquisizione e la mancata captazione di conversazioni poste a contrasto, non avendo tali elementi smentito complessivamente il quadro indiziario. I ricorsi sono rigettati e seguono le statuizioni sulle spese (a norma dell'art.6).

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309 (Testo Unico stupefacenti), artt. 73, comma 1-bis e 80, comma 2

    artt. 73, comma 1-bis e 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309

    Norme applicate per tipizzare e sanzionare il delitto di acquisto e detenzione di stupefacenti per cessione e per valutare l'aggravante; la Corte territoriale ha escluso l'aggravante ex art.80, comma 2 per Rakovica ma ha ritenuto integrata la fattispecie di traffico.

  • Codice Penale, art.110

    Richiamato per il concorso di persone nel reato (condotta congiunta degli indagati e terzi nell'acquisto/cessione di stupefacente).

  • Codice di procedura penale, artt. 192, comma 2 e 530, comma 2

    artt. 192, comma 2, e 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Art.192 c.p.p. (valutazione delle prove indiziarie) e art.530 c.p.p. (motivazione della sentenza di assoluzione); la Corte ha ritenuto che i requisiti di "gravità, precisione e concordanza" degli indizi fossero soddisfatti e che la riforma dell'assoluzione fosse adeguatamente motivata. La Cassazione ha ricordato i limiti del sindacato di merito: non può sostituirsi alla valutazione del giudice di merito se la motivazione è congrua.

  • Riferimento a disposizione di chiusura (art.6)

    Richiamo procedurale finale (probabilmente relativo alle conseguenze del rigetto in ordine alle spese), secondo il testo della decisione.

Massime di principio

  • La valutazione delle prove indiziarie richiede il soddisfacimento congiunto dei requisiti di gravità, precisione e concordanza; se la Corte di merito articola una motivazione congrua su questi punti, la Cassazione non rivede i fatti per semplice diversa plausibilità alternativa.
  • La mancata riscontro in perquisizione non esclude automaticamente la presenza di una cessione se vi sono altri indizi forti (intercettazioni, pedinamenti, comportamenti anomali dopo l'incontro).
  • Ipotesi alternative offerte dalla difesa (es. incontro "esplorativo") devono superare il livello di mera plausibilità mostrando elementi concreti e specifici che rendano la ricostruzione del giudice manifestamente illogica o contraddittoria.
  • Il comportamento successivo dell'indagato (es. fuga, manovre per eludere i controlli) può assumere rilievo indiziario se ben inquadrato nel contesto investigativo e nelle intercettazioni.
  • In casi di valutazione indiziaria complessa, è essenziale per la difesa indicare specifiche omissioni o contraddizioni nella motivazione del giudice di merito, non limitandosi a prospettare letture alternative generiche.
  • La cassazione verifica la correttezza giuridica e la logicità della motivazione: gli errori devono consistere in vizio di motivazione manifesto, violazione di legge o illogicità tale da rendere la decisione insostenibile.

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