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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47339/2022 del 14/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che aveva confermato la condanna per: (capo A) tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza e minaccia nei confronti del genero Saverio Francesco Lo Leggio, consistito nell'intimazione della corresponsione di circa 1.200.000,00 euro, minacce di morte e aggressione fisica con bastone il 26/01/2016; (capo B) illegale detenzione di due armi (un fucile Beretta cal. 20 e una carabina Ruger) rinvenute il 26/02/2016 in un locale blindato presso l'azienda agricola in contrada Milici. Motivi di ricorso: errore nel luogo indicato in imputazione (non la casa ma il locale blindato in azienda), violazione del principio di correlazione imputazione-sentenza; dedotta legittima detenzione/denuncia delle armi da parte della figlia e contestazione che lo spostamento costituisse reato (al più contravvenzione ai sensi dell'art. 17 T.U.L.P.S.); mancanza di atti idonei e diretti per il reato di cui al capo A; richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (chiedendone il riconoscimento in appello, limitatamente al capo A).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul capo B ha ritenuto irrilevante l'errore formale indicante il luogo di rinvenimento delle armi perché non ha prodotto pregiudizio alla difesa e perché la prova mostrava che l'imputato aveva disponibilità e controllo del locale (accesso con chiavi e disattivazione dell'allarme) e aveva trasferito le armi, determinando una nuova, personale detenzione senza la necessaria denuncia. Ha applicato il principio secondo cui l'origine o il titolo d'acquisto non escludono l'obbligo di denuncia della detenzione. Sul capo A ha confermato che gli atti dell'imputato (atteggiamento minaccioso, imposizione della propria volontà e aggressione fisica) integrano il reato di tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza e minaccia; ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta di non punibilità per particolare tenuità relativa al capo B (motivo non proposto in precedenza) e, in relazione al capo A, ha negato la tenuità atteso l'intento doloso e la gravità dell'evento. Conseguentemente il ricorso è rigettato, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 17 T.U.L.P.S.

    Citato dalla difesa per sostenere che lo spostamento delle armi dal centro abitato all'azienda possa costituire al più una contravvenzione; la Corte tuttavia ha ritenuto che i fatti concreti configurassero una nuova detenzione non denunciata, integrando illecito penale.

  • Principio di correlazione imputazione-sentenza (Sez. U, n. 36551 del 15/07/2010, Rv. 248051)

    Sez. U, n. 36551 del 15/07/2010, Rv. 248051

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui la discrepanza materiale tra imputazione e accertamento in sentenza integra vizio solo se comporta pregiudizio concreto alla difesa; qui l'errore formale sul luogo non ha inciso sulla possibilità di difesa dell'imputato.

  • Giurisprudenza sul dovere di denuncia della detenzione

    Sez. 1, n. 20896 del 28/04/2015, Rv. 263607

    Richiamata per il principio che il titolo di acquisto o le modalità di acquisizione sono irrilevanti ai fini della sussistenza del reato di detenzione abusiva: chi acquisisce la disponibilità deve denunciarne la detenzione alla competente autorità.

Massime di principio

  • Un errore materiale nell'indicazione del luogo di rinvenimento degli oggetti in imputazione non determina automaticamente annullamento: occorre dimostrare il pregiudizio concreto alla difesa derivante dalla discrepanza.
  • La detenzione di armi si valuta sulla base della disponibilità materiale e del controllo (possesso di chiavi, capacità di accedere, disattivare allarme, spostare le armi): anche armi formalmente riconducibili a un'altra persona possono integrare nuova detenzione se un soggetto ne assume la disponibilità senza effettuare la prevista denuncia.
  • Il semplice trasferimento di armi tra luoghi non esclude il reato se il trasferimento comporta una nuova, personale detenzione non denunciata; il richiamo ad una licenza o alla originaria intestazione non è di per sé esimente.
  • Per il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia è necessario che gli atti siano idonei e diretti a imporre la volontà dell'agente o a impedire l'attività altrui; minacce, imposizione di comando e aggressione fisica costituiscono elementi probanti rilevanti.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è valutata in base all'intensità del dolo e alla gravità complessiva dell'evento; fatti con violenza o minacce gravi difficilmente rientrano nella tenuità.
  • In sede di legittimità non possono essere sollevate per la prima volta questioni che non siano state dedotte nei precedenti gradi, salvo motivi di ordine pubblico o vizio procedurale rilevabile d'ufficio.

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