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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04240/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto della richiesta di restituzione (dissequestro) di quote sociali e somme sequestrate a carico del defunto Salvatore Eboli. Il ricorrente deduceva l'erronea applicazione delle norme sulla confisca in presenza di sentenza di proscioglimento per morte del reo, sostenendo che il sequestro doveva essere revocato e i beni restituiti d'ufficio ai sensi dell'art. 323 c.p.p.; contestava altresì l'uso del principio di solidarietà per giustificare la confisca dell'intero complesso aziendale e rilevava che la misura cautelare era stata adottata solo per il reato di riciclaggio (art. 648-ter) e non per l'altro reato richiamato

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l'istanza di restituzione fosse ammissibile e non generica, che la declaratoria di proscioglimento per morte del reo comporti la perdita di efficacia del sequestro ex art. 323 c.p.p. salvo che risulti dovuta la confisca ai sensi dell'art. 240 c.p.; ha escluso l'applicabilità del principio di solidarietà passiva per la confisca alla luce della sentenza delle Sezioni Unite n. 13783 del 26/09/2024, secondo cui la confisca nei concorsi di persone deve riguardare quanto ciascun concorrente ha concretamente conseguito; ha ritenuto infine non pertinenti i precedenti provvedimenti sul terzo interessato poiché il ricorrente agiva iure proprio come erede. Ordinanza annullata senza rinvio e disposta l'immediata restituzione dei beni in sequestro a favore di Francesco Eboli

Norme richiamate

  • art. 512-bis c.p.

    Richiamato tra i reati contestati in primo grado; non è stato ritenuto decisivo per legittimare il sequestro in relazione alla posizione del defunto in questa vicenda

  • art. 648-ter c.p.

    Reato principale per il quale era stato disposto il sequestro; la condanna o l'accertamento della responsabilità individuale è rilevante per la confisca ma la proscioglienza per morte del reo impedisce la confisca nei suoi confronti se non ricorrono i presupposti di cui all'art. 240

  • art. 129 c.p.p.

    Richiamato nella parte che indica che la sentenza di proscioglimento per morte del reo era stata pronunciata; contestualmente alla declaratoria di estinzione del reato ai sensi dell'ordinamento

  • art. 150 c.p.

    Citato in relazione agli effetti della morte del reo sul procedimento penale

  • art. 240 c.p.

    Disciplina la confisca; la Corte ha ritenuto che, se non è giustificata la confisca ai sensi di questa norma, il sequestro preventivo perde efficacia e i beni devono essere restituiti

  • art. 240-bis c.p.

    Richiamata fra le basi normative usate dal Tribunale per giustificare il dissequestro dell'intero complesso aziendale; la Corte ha osservato che tale richiamo non giustifica la confisca automatica dell'intero patrimonio del defunto senza accertamento della quota di profitto individuale

  • art. 648-quater c.p.

    Richiamata in relazione a misure di confisca per reati economici; la Corte sottolinea la necessità di rispettare i limiti applicativi e l'accertamento individuale del profitto

  • art. 323 c.p.p.

    Stabilisce la perdita di efficacia del sequestro preventivo in caso di sentenza di proscioglimento, con obbligo di restituzione delle cose sequestrate a chi ne abbia diritto, salvo che il giudice debba disporre la confisca ai sensi dell'art. 240 c.p.; principio centrale della decisione

  • art. 666, comma 6 c.p.p.

    Consente il ricorso per cassazione contro i provvedimenti pronunciati in incidente di esecuzione; applicato per ammettere il ricorso del legittimo erede

  • art. 621 c.p.p.

    Richiamato per disporre l'immediata restituzione dei beni in sequestro all'avente diritto

  • art. 626 c.p.p.

    Richiamato per le comunicazioni al Procuratore Generale in sede per gli adempimenti di competenza

  • Sezioni Unite, sentenza n. 13783 del 26/09/2024 (dep. 2025)

    Sez. U, n. 13783 del 26/09/2024

    Fissa il principio che, in caso di concorso di persone, la confisca deve essere disposta nei confronti di ciascun concorrente limitatamente a quanto da questi conseguito; solo in mancanza di individuazione della quota è legittima una ripartizione paritaria. Questo principio ha portato la Corte a negare l'applicazione della solidarietà passiva usata dal Tribunale

Massime di principio

  • La morte del reo e la conseguente sentenza di proscioglimento comportano, di norma, la perdita di efficacia del sequestro preventivo e la restituzione dei beni ai titolari, salvo che non sussistano gli specifici presupposti di legge per disporre la confisca ai sensi dell'art. 240 c.p.
  • Nei procedimenti per concorso di persone la confisca deve essere individualizzata: si può confiscare solo quanto è stato concretamente conseguito dal singolo concorrente; la solidarietà passiva per estendere automaticamente la confisca all'intero profitto è incompatibile con il principio affermato dalle Sezioni Unite
  • L'erede che subisca la conservazione di beni del defunto oggetto di sequestro può agire mediante incidente di esecuzione e proporre ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 666 c.p.p. se l'ordinanza dell'incidente lega diritti sostanziali dell'erede
  • La richiesta di restituzione non deve essere rigidamente formale: se è chiaramente riferibile al procedimento e ai provvedimenti cautelari indicati, non può essere rigettata come generica se il giudice è in grado di identificare i beni sequestrati dagli atti
  • I provvedimenti emessi nei confronti di terzi interessati non sono automaticamente pertinenti quando l'istante agisca in diversa qualità (es. terzo interessato vs erede) o quando siano richiesti beni diversi

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