Cassazione Civile, Ordinanza n. 30451/2023 del 02/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente impositore)
La controversia
Il contribuente ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania che, confermando la decisione di primo grado, aveva ritenuto dovuti complessivi euro 67,82 a titolo di contributi di bonifica per gli anni 2016 e 2017. Nel giudizio di legittimità il ricorso non risulta depositato dal ricorrente; è stato invece iscritto a ruolo dal consorzio controricorrente. È stata quindi depositata una proposta di definizione accelerata per improcedibilità ex art. 380-bis c.p.c., ma il ricorrente non ha chiesto la decisione nel termine di quaranta giorni.
La decisione
La Corte ha ritenuto che, decorso inutilmente il termine di quaranta giorni dalla proposta di definizione accelerata senza richiesta di decisione, il ricorso dovesse intendersi rinunciato. Ha quindi dichiarato estinto il giudizio di cassazione ai sensi degli artt. 380-bis, secondo comma, e 391 c.p.c., condannando il ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in euro 500,00 oltre euro 200,00 per esposti, rimborso forfettario e accessori di legge.
Norme richiamate
art. 380-bis c.p.c.
Decorso il termine di quaranta giorni senza richiesta di decisione del ricorso, la Corte considera il ricorso rinunciato nel procedimento accelerato.
art. 391 c.p.c.
Alla declaratoria di estinzione del giudizio di cassazione consegue la regolazione delle spese processuali.
Massime di principio
- Nel procedimento di definizione accelerata, la mancata richiesta di decisione nel termine assegnato comporta che il ricorso si intenda rinunciato.
- La rinuncia implicita al ricorso determina l'estinzione del giudizio di cassazione.
- In caso di estinzione del giudizio di legittimità, la Corte provvede comunque alla liquidazione e alla condanna alle spese secondo le regole processuali applicabili.
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