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Sentenza

Sentenza n. 9730/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - Della nota prot. n. nota. 0044815 del 08/11/2024 del Ministero del Ministero dell'Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internalizzazione del sistema nazionale di istruzione, con il quale l'Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento in Italia della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Spagna, rigettando l'istanza da quest’ultimo presentata ed acquisita al protocollo MIM n. 15886 in data 15/04/2022. - di ogni ulteriore atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale, anche non conosciuto;

Giustizia amministrativa202414239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale del riconoscimento in Italia del titolo di formazione sul sostegno conseguito in Spagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha rigettato l'istanza di riconoscimento del titolo spagnolo denominato "Corso Superiore di Specializzazione in assistenza alle necessità specifiche di sostegno educativo", rilasciato da un'università spagnola il 10 gennaio 2022. Dal testo non emergono le specifiche censure di legittimità dedotte contro il diniego, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse. In sede cautelare, il Presidente della Sezione aveva sospeso gli effetti del diniego e il Collegio aveva confermato la misura.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del difensore secondo cui il ricorrente, nelle more, aveva perso l'interesse alla prosecuzione del giudizio avendo proceduto all'iscrizione ai percorsi INDIRE ai sensi della legge 29 luglio 2024, n. 106. Il giudice ha ritenuto che la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dal difensore imponga, in applicazione del principio dispositivo, la declaratoria di improcedibilità e impedisca la decisione nel merito. Le spese sono state compensate per giusti motivi, considerate le circostanze e la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • legge 29 luglio 2024, n. 106

    Richiamata quale base normativa dei percorsi INDIRE ai quali il ricorrente si è iscritto nelle more, facendo venir meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio.

Massime di principio

  • La dichiarazione del difensore, resa in modo espresso e riferita alla sopravvenuta assenza di un interesse attuale del proprio assistito alla decisione, comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • In applicazione del principio dispositivo, quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, il giudice amministrativo non può decidere la controversia nel merito e deve dichiarare l'improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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