Sentenza del 07/06/2016 n. 3527 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
I.V.A.- Premi di fine anno e bonus quantitativi o qualitativi - Detraibilità - Onere della prova.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa detrazione dell'IVA è stata esclusa in assenza di documentazione idonea a dimostrare che i bonus fossero collegati a specifiche prestazioni o costituissero riduzioni del prezzo delle operazioni. In mancanza di un chiaro rapporto di corrispettività, il bonus deve essere qualificato come cessione gratuita di denaro fuori campo IVA, e non come corrispettivo imponibile o componente detraibile.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la qualificazione dei premi di fine anno e dei bonus quantitativi o qualitativi. La detrazione IVA può spettare quando il bonus costituisce una componente del prezzo delle singole cessioni o prestazioni, riducendo l'importo dovuto, oppure quando remunera specifiche obbligazioni contrattuali del cliente, adeguatamente documentate. Non spetta invece per i premi propriamente detti, riconosciuti indistintamente a fine esercizio al raggiungimento di un certo fatturato o per incentivare futuri acquisti, poiché tali somme costituiscono contributi autonomi e non il corrispettivo di operazioni imponibili. L'onere di provare la natura del pagamento, la prestazione sottostante e il nesso sinallagmatico grava sul soggetto che invoca la detrazione.
Norme richiamate
Articolo 3 del d.P.R. 26 ottobre 1972
Rileva per distinguere le prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA dai trasferimenti di denaro privi di una specifica controprestazione.
Articolo 26, comma 2, del d.P.R. 26 ottobre 1972
Riguarda le variazioni dell'imponibile e dell'imposta, comprese quelle derivanti da riduzioni o abbuoni sul prezzo, applicabili quando il bonus incide effettivamente sul corrispettivo delle operazioni.
Risoluzione ministeriale n. 120/E del 17 settembre 2004
Richiamata quale riferimento amministrativo per la distinzione tra premi autonomi e componenti del prezzo o corrispettivi di specifiche prestazioni.
Cassazione n. 5006/2007
Richiamata a sostegno del principio secondo cui la qualificazione IVA del pagamento dipende dalla concreta esistenza e prova di un rapporto sinallagmatico.
Commissione tributaria regionale del Lazio n. 210/2013
Richiamata in conformità al principio per cui la detrazione non spetta per premi autonomi non collegati a prestazioni specifiche o a una riduzione del prezzo.
Massime di principio
- Per ottenere la detrazione IVA non è sufficiente qualificare contabilmente una somma come bonus o premio: occorre dimostrare la concreta operazione o prestazione cui essa si riferisce.
- Un bonus collegato a specifici obblighi contrattuali, risultati misurabili o attività di promozione documentate può costituire un corrispettivo imponibile, se esiste un chiaro nesso sinallagmatico.
- Un premio riconosciuto indistintamente a fine anno in base al fatturato complessivo o per incentivare acquisti futuri tende a essere considerato un contributo autonomo fuori campo IVA.
- La documentazione contrattuale, le fatture, i criteri di calcolo e le prove dell'attività svolta devono consentire di individuare con chiarezza la controprestazione; in caso contrario, l'onere della prova non è assolto.
- Le riduzioni che incidono sul prezzo delle singole operazioni devono essere trattate secondo la disciplina delle variazioni dell'imponibile, mentre i trasferimenti privi di controprestazione specifica non generano detrazione IVA.
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