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Sentenza

Sentenza del 19/11/2020 n. 26314 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società impugnava un avviso di accertamento per l'anno 2003 relativo all'omessa dichiarazione di sopravvenienze attive per Euro 179.257, derivanti dalla riduzione di passività iscritte nel bilancio 2001 (fatture ritenute relative ad operazioni inesistenti) e recuperate mediante contestazione di maggiori imposte IRPEG e IRAP. La controversia verteva inoltre sull'efficacia del cosiddetto condono tombale (L. n. 289/2002 art. 9) e sulla motivazione e fondatezza dell'avviso, nonché sulla corretta qualificazione giuridica delle poste come sopravvenienze attive nell'esercizio 2003.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il motivo principale (n. 7) ritenendo errata l'applicazione dell'art. 88 TUIR: non può qualificarsi come sopravvenuta insussistenza (sopravvenienza attiva) l'accertamento, in un esercizio successivo, dell'originaria inesistenza di una passività iscritta in bilancio. Poiché nel caso di specie le poste negative risultavano inesistenti fin dall'origine (2001), la CTR ha applicato erroneamente l'art. 88 al bilancio 2003. Perciò la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata, deciso nel merito e accolto il ricorso della s.r.l., annullando l'avviso di accertamento; ha compensato le spese di giudizio.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) articolo 88

    la sopravvenuta insussistenza di spese, perdite od oneri dedotti o di passivita' iscritti in bilancio in precedenti esercizi

    La Corte interpreta l'art. 88 nel senso che la sopravvenienza attiva si verifica solo quando una passività effettivamente esistente e valida in origine viene successivamente meno per eventi sopravvenuti; non può essere usata per sanzionare, in esercizi successivi, l'accertamento dell'originaria inesistenza di poste iscritta in bilancio

  • L. n. 289 del 2002 articolo 9 (c.d. condono tombale)

    Il condono tombale può produrre i suoi effetti solo se il soggetto beneficiare ha adempiuto alle formalità previste, in particolare la regolarizzazione delle scritture contabili ex art. 14; in mancanza la norma non estingue automaticamente contestazioni riferibili a voci non regolarizzate

  • L. n. 289 del 2002 articolo 14

    Stabilisce la facoltà di regolarizzare le scritture contabili necessaria per rendere operativi gli effetti del condono rispetto alle voci iscritte in bilancio

  • Codice Civile articolo 2041 (richiesto in gravame)

    Invocato dalla contribuente per l'ipotesi di indebito arricchimento dell'Amministrazione, ma la Corte ha deciso sul profilo tributario principale senza riconoscere ingresso a tale doglianza

Massime di principio

  • La 'sopravvenuta insussistenza' ai fini dell'art. 88 TUIR richiede che la passività fosse effettivamente esistente e valida al momento della sua iscrizione e che successivamente sia venuta meno per eventi sopravvenuti; non può essere invocata per qualificare come sopravvenienza l'accertamento, in un esercizio successivo, dell'originaria inesistenza di una passività
  • Se una passività è falsa o inesistente fin dall'origine, l'Amministrazione non può recuperare l'imposta mediante applicazione dell'art. 88 sull'esercizio successivo: deve invece contestare direttamente, con adeguata motivazione e prova, la fittizietà o l'inesistenza dei pagamenti o delle fatture nell'anno di riferimento o nel periodo in cui si sarebbero concretamente verificate le operazioni
  • Gli effetti di un condono tombale (L. 289/2002 art. 9) sono vincolati all'adempimento delle formalità previste, ivi inclusa la possibile regolarizzazione delle scritture contabili ai sensi dell'art. 14; senza tale regolarizzazione l'operatività del condono rispetto a specifiche poste è incerta o inefficace
  • Nel giudizio tributario l'Amministrazione non può sostituire una motivazione giuridica con la sola prevalenza della fonte istituzionale (es. PVC o verbale): è richiesta motivazione logico‑giuridica che colleghi le prove (es. PVC) alla qualificazione giuridica contestata
  • Per il contribuente: se si è aderito a un condono e si vuole sfruttarne gli effetti è importante verificare e documentare la regolarizzazione delle scritture contabili; in caso di contestazioni successive occorre valutare se l'accertamento riguarda una sopravvenuta insussistenza o l'accertamento di una inesistenza originaria, e contestare la qualificazione errata

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